La posa del radar semistazionario a Gandria sta suscitando un vespaio di polemiche in Lombardia
La posa del radar semistazionario a Gandria sta suscitando un vespaio di polemiche in Lombardia (Ti-Press)

Controlli ticinesi, timori comaschi

La posa del radar semistazionario prevista da lunedì a Gandria, su strade frequentate dai frontalieri, genera polemiche appena oltre il confine

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Sta suscitando malumori appena oltre il confine la posa del radar semistazionario prevista a Gandria la prossima settimana e annunciata dal settimanale bollettino del Cantone. La Provincia di Como online sottolinea infatti come "i controlli delle velocità attraverso autovelox (...) non solo interesseranno gran parte delle strade percorse quotidianamente dai frontalieri, ma vedranno il tratto di Gandria ospitare il tanto temuto radar semistazionario".

Il sito comasco, ricordando come sia "il valico della Valmara ancora (inspiegabilmente) chiuso dall’11 marzo", stigmatizza anche "i controlli minuziosi per parte ticinese con il permesso "G" da esibire in bella mostra sul cruscotto", poiché rallentano il passaggio attraverso la frontiera.

Pesanti le sanzioni, sempre stando al racconto dei frontalieri citati dal sito, i quali ricordano che "a 72 all’ora la multa arriva a 600 franchi". Sito che precisa poi come gli autovelox rappresentino un capitolo importante alla voce "entrate", tenendo conto anche del fatto che - secondo i dati citati dal portale - molti degli automobilisti multati in Ticino "sono stranieri e per gran parte (frontalieri) italiani".

 
EnCa
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