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Corsa al lavoro ridotto in Ticino

Sono già una cinquantina le richieste, il cantone si sta attrezzando - L'impatto su turismo e commerci nelle testimonianze a Modem

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Le aziende che in Ticino hanno chiesto di poter ricorrere allo strumento del lavoro ridotto a causa degli effetti del coronavirus sono già una cinquantina. Il servizio che se ne occupa viene rafforzato, ha detto venerdì mattina a Modem il direttore della divisione dell'economia Stefano Rizzi. L’annullamento di eventi e manifestazioni, le quarantene imposte ai dipendenti che sono stati in zone a rischio e la cancellazione per precauzione di viaggi e spostamenti portano ad un calo tangibile delle attività.

Stando ai dati riuniti solo dalla Cassa disoccupazione OCST le richieste riguardano 12 aziende nel settore industriale per circa 1’000/1'500 collaboratori; 3 agenzie di viaggio che comprendono 600 collaboratori, 14 alberghi per 200/250 dipendenti e 2 pasticcerie comprendenti 12 lavoratori. Nel settore fieristico sono 8 i collaboratori coinvolti e un’azienda nell’ambito della progettazione che conta 7 dipendenti.

La situazione è “abbastanza critica” anche per il turismo, come testimoniato dall’albergatore del Locarnese Guido Casparis, che evidenzia la "rapidità" dell'effetto coronavirus e lamenta la cancellazione del 90% delle riservazioni di marzo, mentre nella ristorazione il calo si aggira attorno al 50%. Molto pessimista per la Pasqua, Casparis prevede una forte crisi di liquidità, perché il "serbatoio riempito a settembre-ottobre" è stato lentamente svuotato durante l'inverno come sempre. Sarebbe il momento di accumulare nuove riserve "ma non sarà il caso".  Pesa "l'incertezza su quanto durerà la tempesta". Per far fronte a questo secondo problema, ha ricordato Rizzi, esiste lo strumento della fideiussione, una garanzia statale che agevola l'accesso al credito bancario.

Modem del 06.03.2020 La testimonianza di Guido Casparis
Modem del 06.03.2020 La testimonianza di Guido Casparis

La cancellazione di eventi anche a brevissimo termine ha pesato anche sui commerci, che avevano merce già pronta e hanno dovuto prevenire gli sprechi e che hanno risentito di un calo della cifra d’affari. Si pensi ai carnevali saltati o alla soppressione di molti appuntamenti di avvicinamento alle elezioni comunali. Per la macelleria di Roberto Luisoni, per esempio, il fatturato è sceso di “un buon 20-30%”. Un leggero aumento si constata invece in negozio, anche se non paragonabile al 15% della grande distribuzione.

I piccoli commerci, come gli alberghi, non hanno inoltre la stessa elasticità nella gestione del personale che hanno invece le grandi aziende. Il sindacalista di Unia Giangiorgio Gargantini ha sottolineato la particolarità della stagionalità del lavoro negli hotel: chi non riesce a lavorare sei mesi rischia di non avere accesso in seguito alla disoccupazione.

I maggiori utili della BNS per sostenere l'economia

Il gruppo parlamentare PPD, di fronte alla gravità della situazione economica provocata dall'epidemia di coronavirus (confermata anche tramite i dati riuniti dalla Cassa disoccupazione OCST), ha presentato una mozione urgente per chiedere che venga rapidamente istituita una task force e che per affrontare l'emergenza venga stanziato un importo adeguato prelevandolo dai maggiori utili versati dalla BNS che porteranno il Ticino ad incassare all'incirca 110 milioni.

pon
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