Francesco Giampà (©Ti-Press)

Crescono i timori sull'amianto

La direzione delle Officine di Bellinzona ha incontrato gli operai per "rassicurarli" e dare loro "il giusto sostegno"

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Tra gli operai delle Officine di Bellinzona cresce il timore per l'esposizione alle fibre di amianto. Alla luce delle rivelazioni e dei racconti degli ultimi giorni sull'impatto sulla salute della prolungata esposizione alla sostanza cancerogena di alcuni dipendenti, la direzione dello stabilimento ha incontrato mercoledì il personale.

“Durante la riunione quotidiana della direzione produzione siamo stati sollecitati da alcuni collaboratori e, in accordo con il responsabile della sicurezza, abbiamo deciso di intervenire e di incontrare tutti i team delle Officine di Bellinzona", racconta ai microfoni della RSI Francesco Giampà. Un incontro voluto soprattutto "per informare ma anche per mostrare loro la nostra presenza…; il nostro obiettivo è che i nostri collaboratori quando lasciano il posto di lavoro abbiano lo stesso livello di salute di quando sono entrati”, ha sottolineato il direttore della struttura delle FFS.

L'accusa delle maestranze, e non solo, è rivolta principalmente alla SUVA: l'informazione sui controlli medici preventivi è stata carente -come denunciato negli scorsi giorni dalla moglie di Marco Meroni, lavoratore alle Officine deceduto a causa di un mesotelioma pleurico. Un tipo di tumore, questo, individuabile attraverso un esame chiamato PET, mentre il cancro polmonare è riscontrabile attraverso la TAC. Un esame, quest'ultimo, che SUVA propone.

E in merito all'eventualità di allargare o meno lo spettro di questi controlli, oggi ha accettato di parlare ai microfoni della RSI la dottoressa Irène Kunz, della Cassa nazionale dell'assicurazione infortuni svizzera, che in merito ha dichiarato: “I controlli non impediscono l’insorgere di patologie legate all’amianto, il loro scopo è quello di diagnosticare precocemente patologie dovute all’amianto. Solamente la diagnosi precoce del carcinoma bronchiale in uno stadio iniziale può essere di beneficio per il paziente. Altre manifestazioni o altre patologie legate all’esposizione all’amianto possono essere di natura benigna come le placche pleuriche, oppure maligna. Quindi senza possibilità di cura anche in caso di diagnosi allo stato iniziale questo è il caso del mesotelioma maligno…”. Insomma, pare che sia proprio questo il motivo che per il quale non c'è un invito da parte di SUVA a sottoporsi all'esame PET, che individua un male, come detto, non curabile. (Ascolta l'intervista integrale di seguito)

 

Amianto ovunque

Nei vecchi vagoni delle Ferrovie federali l’amianto si trovava ovunque: nei soffitti, nei pavimenti, nelle pareti, sotto i sedili. Per le sue proprietà era ovunque. Veniva usato, ad esempio, per isolare le carrozze dai rumori, dal calore, e veniva spruzzato come antincendio. Se non rappresentava un rischio per i viaggiatori, così non si può dire per gli operai, che quando lavoravano sui vagoni ne respiravano le fibre contenute nelle polveri.

 
CSI/bin
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