Il presidente del Parlamento uscente, Claudio Franscella (tipress)

Crisi Covid-19: tocca al Gran Consiglio

Il Parlamento ticinese torna a riunirsi, ma a Lugano e non a Bellinzona, dopo mesi di stop forzato: focus sulla gestione dell’emergenza

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Il Gran Consiglio ticinese torna oggi, lunedì, a riunirsi dopo oltre due mesi dalla decisione del Governo di indire lo stato di necessità per affrontare l’emergenza del nuovo coronavirus. I deputati, che dovranno dire la loro su quanto fatto da Esecutivo e Stato maggiore di condotta per affrontare la crisi, si incontreranno in condizioni particolari, per rispettare le norme igieniche accresciute e il distanziamento sociale: la sessione non si svolgerà a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, bensì al Palazzo dei congressi a Lugano, dove lo spazio è maggiore; verrà inoltre misurata la temperatura all’entrata. I banchi saranno distanziati e non ci sarà la buvette.

"Entriamo politicamente nella fase 2"

Si tratta di misure di sicurezza allestite anche per evitare defezioni di deputati per timore di contagio. La giornata odierna sarà interamente dedicata all’emergenza sanitaria degli ultimi mesi, come spiega il presidente Claudio Franscella: “Oggi ci lasciamo alle spalle la fase 1, anche politicamente, ed entriamo nella fase 2”.

Si discuterà di ben 33 atti parlamentari e con il Governo e il medico cantonale, Giorgio Merlani, presenti in aula insieme al capo dello Stato maggiore di condotta, il comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi, i granconsiglieri chiederanno spiegazioni in merito agli ultimi mesi ma, aggiunge Franscella, “verrà soprattutto presentato quello che si vorrà fare nel prossimo futuro”.

A partire da domani, martedì, si passerà alla gestione corrente, con il passaggio di testimone da Franscella, PPD, al leghista Daniele Caverzasio.

RG-AP/ludoC
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