Nei Grigioni schierati agenti di diversi cantoni
Nei Grigioni schierati agenti di diversi cantoni (keystone)

Davos costa ai cantoni

Per il WEF un dispositivo di sicurezza da 45 milioni, in larga misura a carico dei contribuenti di tutta la Svizzera

Il Forum economico mondiale apre i battenti la settimana prossima per la sua 50ma edizione, che per la seconda volta dopo il 2018 ospiterà anche il presidente statunitense Donald Trump con il suo seguito di servizi segreti, veicoli blindati, elicotteri per il trasferimento da Zurigo nei Grigioni.

RG 08.00 del 09.01.2020 Trump al WEF, Bolsonaro no
RG 08.00 del 09.01.2020 Trump al WEF, Bolsonaro no
 

Le 24 ore trascorse dall'inquilino della Casa Bianca a Davos due anni fa erano costate 5 milioni ai contribuenti statunitensi, ma il suo arrivo quest'anno farà lievitare la fattura anche per quelli elvetici. SRF stima ad almeno 45 milioni di franchi le spese per garantire la sicurezza degli ospiti, fra soldati in corso di ripetizione, caccia a pattugliare i cieli e centinaia di agenti, non solo grigionesi. Di questi, solo 2,25 milioni sono pagati dal WEF stesso, secondo un accordo siglato fra le parti e malgrado gli organizzatori dispongano di riserve per 310 milioni.

Il canton Grigioni risarcisce gli altri (fra cui anche il Ticino) con 600 franchi per agente ogni 24 ore di impiego, un ammontare che non corrisponde alla spesa reale. Difficile ottenere cifre precise. Basilea Città stimava per esempio che lo scorso anno abbia coperto il 40% dei costi, mentre Zurigo nel 2018 aveva valutato a 700'000-800'000 franchi le sue uscite. Va detto comunque che l'impegno zurighese è sopra la media, non solo per il numero di uomini schierati, ma anche perché sono sul suo territorio gli aeroporti di Zurigo e Dübendorf, dove atterrano i VIP prima di proseguire il loro viaggio verso Davos.

I costi dei cantoni per il WEF

I costi dei cantoni per il WEF

TG 12:30 di lunedì 13.01.2020

 
EnCa/pon
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