La notte della sparatoria a Locarno-Solduno
La notte della sparatoria a Locarno-Solduno (Ti Press)

Dimessa la 22enne ferita

Dopo 13 giorni d’ospedale la giovane di Solduno ferita dallo sparo dell'ex compagno svizzero-tedesco ha potuto lasciare il Civico

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"Finalmente riunite. La mami non va più via, amore mio". Con queste parole riferite al suo cagnolino, ed affidate mercoledì pomeriggio al suo profilo Instagram, la 22enne aggredita e ferita il 21 ottobre scorso dal suo ex fidanzato in Via Vallemaggia a Locarno, ha confermato che dopo 13 giorni ha potuto lasciare l'ospedale Civico e tornare a casa.

Il 20enne svizzero-tedesco che la sera del 21 ottobre scorso le sparò - è intanto emerso - nei mesi precedenti non "si limitò" ad inviarle un selfie che lo ritraeva con una pistola e un video in cui lo si vedeva sparare. Agli inizi di luglio riuscì anche a rintracciare il luogo dove la giovane stava trascorrendo le sue ferie, assieme ai famigliari. E denza esitare la raggiunse in Toscana, scegliendo addirittura lo stesso albergo.

Dopo qualche giorno se ne andò; non senza prima avere tagliato le gomme all’auto dei parenti. Fu allora che la famiglia decise di rivolgersi alle autorità. Denunciò l’accaduto ai carabinieri, e appena rientrata in Ticino contattò la pretura, che contro il 20enne emise un ordine restrittivo con cui gli vietava di avvicinarsi a lei in qualsivoglia maniera.

Tentato assassinio - subordinatamente, tentato omicidio intenzionale - l’accusa ipotizzata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. L’imputato si trova tuttora dietro le sbarre, e presto verrà sottoposto a una perizia psichiatrica.

redMM
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