La riduzione minore di quanto preventivato è dovuta anche al lockdown
La riduzione minore di quanto preventivato è dovuta anche al lockdown (RSI)

Diminuiscono i rifiuti, ma meno del previsto

Nel 2020 in Ticino, grazie alla tassa sul sacco, ne sono state raccolte 73'000 tonnellate – Aumentati, complice la pandemia, i rifiuti sanitari

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I rifiuti solidi urbani sono diminuiti in Ticino nel 2020, ma meno del previsto. A incidere sul calo è stata la tassa sul sacco, ormai diffusa in tutti i comuni, anche a Lugano che l’ha implementata proprio lo scorso anno.

All’inceneritore di Giubiasco, conferma l’Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR), nel 2020 sono quindi arrivate 73'000 tonnellate di rifiuti, contro le 80'500 del 2019 e le 86'500 del 2018.

La riduzione è però stata minore di quanto preventivato e questo, spiega il direttore amministrativo dell’ACR Guglielmo Bernasconi, “poiché probabilmente le economie domestiche hanno prodotto più rifiuti a causa del confinamento”.

La pandemia ha anche portato a un aumento dei rifiuti sanitari, provenienti soprattutto dagli ospedali: 800 tonnellate durante l’anno appena trascorso rispetto alle 600 tonnellate del 2019.

La diffusione del nuovo coronavirus ha pure causato una riduzione dei rifiuti industriali, soprattutto a causa dello stop alle attività non essenziali la scorsa primavera. “A marzo e aprile c’è stata una forte diminuzione, che ci ha pure imposto di ridurre la portata dell’impianto poiché in quel periodo non arrivavano rifiuti a sufficienza”, spiega ancora Bernasconi.

Nel corso dell’anno i rifiuti provenienti da industria e artigianato sono in seguito aumentati, insieme a quanto raccolto in modo differenziato: carta, plastica, ma anche vetro.

E proprio il vetro, dai primi calcoli, sembra essere aumentato del 20-30% nel 2020, soprattutto a causa di più bottiglie provenienti dalle economie domestiche.

 

Quotidiano-Simone Previatello/ludoC
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