APPROFONDIMENTO

Uno Spazio Esplorativo per diventare cittadini attivi

A Lugano un progetto offre ai giovani in difficoltà tra i 15 e i 25 anni uno spazio e un tempo per ritrovarsi - In Ticino circa 7’000 ragazzi si ritrovano fuori dal percorso scolastico, professionale e sociale

  • Un'ora fa
Dei partecipanti al programma di Spazio Esplorativo
05:00

Un centro per i giovani in difficoltà

Il Quotidiano 30.01.2026, 19:00

  • Info RSI
Di: Debora Caccaviello e Julie Kühner (videomaker) 

La porta che delimita i locali dello Spazio Esplorativo - al primo piano di una palazzina in Via Bagutti, a Molino Nuovo - è di vetro trasparente: all’interno si vede un salottino con tre divani di colori diversi, occupati da ragazzi che chiacchierano rilassati, scambiandosi sguardi complici e sereni. Un invito a entrare e a scoprire la formula unica di questo progetto, destinato a giovani tra i 15 e i 25 anni che si ritrovano in un momento di impasse: in seguito ad un abbandono scolastico, nel mezzo di una crisi personale oppure dopo un periodo passato lontano da tutto e da tutti.

Le fondatrici del progetto Spazio Espositivo, Ramona Sinigaglia e Lorenza Grassi

Le fondatrici del progetto Spazio Espositivo, Ramona Sinigaglia e Lorenza Grassi

  • Info RSI

Una palestra sociale

“A Spazio Esplorativo non interveniamo per forza, non decidiamo noi quali sono gli strumenti più adatti da offrire al ragazzo”, spiega Ramona Sinigaglia, co-direttrice (insieme a Lorenza Grassi) dell’Associazione L’ORA, che quattro anni fa ha inaugurato questo spazio dopo una lunga analisi di quanto viene offerto sul territorio ai giovani in difficoltà. “Noi offriamo diverse attività motivazionali, teoriche, pratiche, percorsi individuali, attività di gruppo che hanno lo scopo di fungere da palestra sociale e di permettere al giovane di avere uno spazio in cui far emergere i propri talenti, le proprie riflessioni, di confrontarsi - nel caso - anche con i propri limiti e le proprie difficoltà. Ma accompagnato, poi, nel riscoprire dei punti di forza su cui costruire il proprio percorso di reinserimento sociale e professionale”. 

I giovani NEET

A livello mondiale i cosiddetti giovani NEET - che non sono attivi né socialmente né professionalmente - nel 2022 sfioravano il 23,5%. In Ticino, ad oggi, sono quasi 7’000. 250 le segnalazioni arrivate finora all’Associazione L’ORA, un centinaio i ragazzi accompagnati in questo percorso, sostenuto dalla Città di Lugano con il supporto della Catena della solidarietà, di diversi partner cantonali e fondazioni private. Ai giovani il programma è offerto gratuitamente e senza obbligo di frequenza. Ciascuno potrà così trovare i suoi tempi per uscire dall’isolamento e tornare a muoversi in società.

Ai partecipanti vengono proposte anche attività di gruppo che promuovono il benessere

Ai partecipanti vengono proposte anche attività di gruppo che promuovono il benessere

  • Info RSI

Una scuola di vita

Serena ha 20 anni e ha concluso i suoi 12 mesi a Spazio Esplorativo. Attraverso le diverse attività proposte ha scoperto un interesse per il teatro e ora collabora col Fitfestival. “Anche se ero interessata a fare certi tipi di attività, probabilmente da sola non le avrei mai fatte. E invece facendole qua, insieme a loro, tiri fuori la voglia di fare, di divertirti, di provare. E penso che mi ha ridato la voglia di essere felice”. Anche Sofia si trova al termine del suo percorso. Ha ritrovato fiducia in sé stessa e ora frequenta filosofia all’USI. “È stato un cammino, oltre al fatto che fare la passeggiata, andare a una mostra, mi hanno ricollegato con il mondo esterno. Il lavoro di scrittura autobiografica mi ha portato anche a conoscere me”, racconta entusiasta. Manuel, che si è ritrovato senza la licenza media dopo un periodo di assenteismo, dichiara: “Io ho varcato quella porta e mi è cambiata la vita”. L’anno vissuto a Spazio Esplorativo gli ha permesso di concludere gli studi e di integrarsi col gruppo.

Dare l’esempio

“Possono essere minorenni, giovani adulti, con delle fragilità familiari, o che invece hanno alle spalle delle famiglie solide”, spiega Ramona Sinigaglia. “Ma hanno innanzitutto bisogno di sentirsi autorizzati dal mondo adulto, dalle istituzioni, dalle autorità, dai politici a poter dire la propria, a poter assumere in maniera partecipata un ruolo. E questo deve interrogare innanzitutto noi adulti e noi professionisti”. A Spazio Esplorativo, gli adulti che si occupano di questi ragazzi in difficoltà si sono rimessi in discussione a tutto tondo. E cercano di essere coerenti in ogni loro scelta, per dare l’esempio. I mobili sono tutti di seconda mano, donati o provenienti da uffici dismessi: così i partecipanti che già vivono per conto loro (magari perché la famiglia li ha sbattuti fuori di casa) possono scoprire come arredare con poca spesa un appartamento. I tutor propongono attività che già amano, per trasmettere ai ragazzi entusiasmo e voglia di trovare anche loro, nella vita, un lavoro appagante.

Seduto per terra c’è un nuovo arrivato: Michele, che ha da poco abbandonato gli studi. “Io mi sento abbastanza sollevato da un certo punto di vista, perché sto iniziando un po’ a scoprire cosa fare della mia vita. Sto facendo varie attività e mi sento un po’ a casa, devo dire. Mi sento davvero sicuro qui e adesso”. Suona molto bene la chitarra e, prendendo coraggio, intona per gli altri “The House of the Rising Sun”. Serena gli chiede come si fanno gli accordi. E Michele, col sorriso, si alza e comincia a spiegare.

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