Anche i parrocchiani fra le vittime
Anche i parrocchiani fra le vittime (tipress)

Don Samuele a processo

Rinviato a giudizio, con il rito abbreviato, il parroco di Cadro. La pena proposta è di 33 mesi parzialmente sospesi. Gli illeciti superano i 900'000 franchi

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Per don Samuele Tamagni si avvicina il momento della verità. Mercoledì il procuratore pubblico Daniele Galliano lo ha infatti rinviato a giudizio, con la formula del rito abbreviato. La pena concordata è di 33 mesi di carcere: sei da espiare, gli altri 27 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni.

La vicenda riguarda le malversazioni compiute dal prete a favore di un giovane italiano, conosciuto nel 2016, con cui intrecciò una relazione. Sulle prime il parroco di Cadro e Davesco-Soragno attinse al suo patrimonio personale. In cambio di prestazioni sessuali, per finanziare gli strampalati progetti dell’amico (compreso il poker) e per pagarne addirittura il matrimonio.

Le appropriazioni indebite

Poi, dopo avere eroso il proprio capitale e troncato i rapporti con lui, dal maggio del 2019 al 21 ottobre scorso riprese a foraggiare la sua passione per il gioco d’azzardo. Stavolta con il denaro di altri. In totale 864'000 franchi, e un danno effettivo (calcolando cioè le somme restituite nel frattempo) di circa 740'000.

A farne le spese soprattutto i genitori, di cui nel novembre del 2020 don Samuele divenne anche curatore. Dai loro conti, al netto dei rimborsi effettuati mancano all’appello 563'000 franchi. Sempre a suon di prelevamenti, il 40enne danneggiò inoltre la colonia estiva per bambini Grest, intestata alla parrocchia di Cadro, una fondazione ecclesiastica e, infine, la Fondazione Damiano Tamagni, istituita in nome del nipote ucciso nel 2008.

La truffa ai parrocchiani

Non è tutto. All’appropriazione indebita (in parte aggravata) si aggiunge la truffa, mai resa nota finora. Dal marzo al luglio del 2021 don Samuele avvicinò amici e conoscenti, a volte al termine delle funzioni religiose, per domandare loro aiuti finanziari. Soldi – raccontava – da destinare a opere benefiche o per occuparsi dei genitori malati. L’importo, qui, è di almeno 65'000 franchi.

Completano il quadro il riciclaggio di denaro e, in riferimento alla fondazione ecclesiastica, l’amministrazione infedele aggravata e la falsità in documenti. Ora toccherà alla Corte delle Assise Criminali decidere se accogliere o no la pena proposta.

L’amico

In aula (sempre con il rito abbreviato, ma stavolta alle Correzionali) comparirà presto anche l’amico di don Samuele. Le accuse contro il 27enne sono quelle di istigazione all’appropriazione indebita (in parte aggravata), esercizio illecito della prostituzione e ottenimento illecito di prestazioni di un’assicurazione sociale o dell’aiuto sociale. La pena concordata tra le parti è di 20 mesi sospesi, e l’espulsione dalla Svizzera per cinque anni.

 
Francesco Lepori
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