La dogana di Ponte Chiasso (©Tipress)

"Fatto raro in Svizzera"

Le considerazioni dell'esperto Sandro D'Amato sul recente fermo a Ponte Chiasso di un carico di materiale radioattivo

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Ha sollevato dubbi sulla pericolosità e sulla gestione dei rifiuti la notizia di un carico di materiale metallico in transito dalla Svizzera intercettato in dogana e respinto. Era diretto verso una fonderia in Italia ma il suo viaggio è stato interrotto dopo i controlli che hanno riscontrato una radioattività sopra al limite.

Le autorità italiane hanno quindi immediatamente isolato il carico. In Svizzera la SUVA ha inviato un esperto e visto che i valori superavano di poco il limite la gestione del materiale è stata affidata alla società di riciclaggio che lo stava esportando.

“La sorgente è stata messa in sicurezza. - spiega l'esperto in salute e sicurezza della SUVA Sandro D'Amato – Questo in presenza del loro perito di radioprotezione seguendo le loro direttive vigenti. Il camion vuoto è poi stato rimisurato per accertarsi che fosse privo di contaminazione. L’Ufficio federale della sanità pubblica coordinerà lo smaltimento del materiale, che finirà Il centro di raccolta della confederazione, gestito dall’istituto Paul Scherrer”.

La popolazione e l’autista non hanno corso alcun pericolo, precisa D'Amato. “Per dare un’idea della quantità di radiazione ricevuta, se una persona ne avesse avuto la stessa quantità sotto il materasso per una notte intera, la radiazione ricevuta sarebbe equiparabile a quella accumulata in un volo transatlantico. Parliamo di livelli bassissimi per intenderci. Già a una distanza di due metri i valori misurati equivalgono al fondo radioattivo naturale. Il conducente durante il viaggio si è sempre mantenuto a una distanza di 5 metri dalla sorgente”

Queste sorgenti radioattive solitamente provengono dal nostro passato. Nella stragrande maggioranza dei casi – spiga D’amato – si tratta di materiali come orologi d’epoca, che hanno il Radio 226 come elemento di illuminazione. Poi anche componenti elettronici con Torio 232, rivelatori di fumo con Americio 241 o parafulmini con il Radio 226. Strumenti e oggetti di altri tempi dove sorgenti radioattive venivano usate comunemente dato che non erano conosciuti gli effetti dannosi. Si pensi che addirittura all’inizio del secolo scorso le radiazioni radioattive erano considerate benefiche per la salute”.

Quanto avvenuto Ponte Chiasso è comunque raro. Succede in media solo una volta all'anno che del materiale radioattivo sia trovato ad una dogana. Solitamente viene rilevato nei centri di riciclaggio, e questo accade circa una volta a settimana a livello svizzero. Nella Confederazione, a memoria degli esperti non c'è però mai stato un caso grave.

CSi/RED. MM
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