Siamo impegnati per una revisione totale della legge, ha comunque anticipato Norman Gobbi (archivio tipress)

Fiduciari: accolta la revisione di legge

Il Gran Consiglio ticinese si è pronunciato a favore del disegno governativo per l'adeguamento della normativa cantonale a quella federale

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Il Parlamento ticinese si è pronunciato oggi, lunedì, a sostegno del disegno di modifica concernente l'adeguamento alle normative federali della legge cantonale sull'esercizio delle professioni di fiduciario (LFid). L'aula ha votato l'entrata in materia quasi all'unanimità, con 72 voti, 3 astensioni e nessun voto contrario. Subito dopo, con 73 voti e 2 astensioni, il Gran Consiglio ha accolto i singoli articoli del progetto di legge annesso al messaggio governativo.

La revisione si configura come un adattamento della normativa cantonale agli ultimi sviluppi in materia del diritto federale. Nel 2018, infatti, il Parlamento ha licenziato due leggi, una sugli istituti finanziari e l'altra sui servizi finanziari, che impongono un adattamento della LFid. Il messaggio presentato in questo senso dal Consiglio di Stato conferma segnatamente l'esigenza dell'autorizzazione del cantone per i fiduciari commerciali e immobiliari. Per quelli invece operanti in ambito finanziario, vigono infatti l'assoggettamento al permesso e alla sorveglianza da parte dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).

Il Ticino è l'unico cantone a disporre di una legge che regola le professioni dei fiduciari. Il dibattito sul tema ha evidenziato il confronto di posizioni fra coloro che sostengono l'idea di un'abrogazione tout court della Lfid e coloro che invece sostengono il mantenimento di tale normativa. A prevalere in aula è stata la raccomandazione della Commissione costituzione e leggi, favorevole alla revisione. La relatrice Sabrina Gendotti ha quindi invitato il Gran Consiglio, a nome della commissione e anche del suo partito, il PPD, ad accogliere il disegno di revisione.

Sette membri della commissione, va rilevato, avevano però sottoscritto il rapporto con riserva. Le dichiarazioni in aula hanno così permesso di cogliere sul dossier tutta una serie di accenti e sfumature. Roberta Passardi, a nome del gruppo PLR, ha sottolineato che la stragrande maggioranza degli attori economici e finanziari consultati si è pronunciata a favore del mantenimento della LFid, legge che mira a prevenire reati e che è giudicata come uno strumento prezioso dal Ministero pubblico.

Per Andrea Censi, che si è espresso a nome della Lega, si tratta di permettere all'amministrazione cantonale, agli organi di vigilanza e agli stessi fiduciari di poter continuare a operare nella legalità e con basi legali sicure. Questo, ha aggiunto, non preclude il fatto di potersi soffermare nuovamente sulla legge, in modo da analizzarla e ottimizzarla. La LFid è migliorabile ma necessaria, ha dichiarato.

Nicola Corti, che ha parlato per il PS, ha parlato di un puro maquillage di adattamento al diritto federale. Nel febbraio del 2020 la commissione aveva chiesto al Dipartimento cosa avrebbe implicato una soppressione pura e semplice della normativa. E la risposta, giunta nel marzo di quest'anno, è stata, secondo Corti, non rispettosa dei rapporti istituzionali e non ha aiutato il lavoro dei commissari. Operato il maquillage, si tratta allora, ha aggiunto, di tornare a lavorare insieme, e bene, su questo importante cantiere.

Per Paolo Pamini, il testo altro non è che un'ovvia "pulitura" della legge cantonale a fronte di una normativa federale in vigore, peraltro, già da quasi due anni. E intanto la legge, sostiene, crea nel settore discriminazioni fra piccoli e grandi offerenti. Guardando avanti, ha osservato il parlamentare UDC, una modifica delle regole del gioco potrebbe comprendere l'automatizzazione dell'iscrizione all'albo dei fiduciari, e il basarsi ancora di più sul vincolo delle conoscenza professionale, abolendo invece il vincolo dell'esperienza di due anni nel ramo.

I gruppi si sono quindi tutti pronunciati a sostegno del rapporto commissionale. A nome del Governo si è quindi espresso Norman Gobbi. La modifica interviene per logico adattamento al diritto federale, ha dichiarato il consigliere di Stato, ma siamo impegnati per una revisione totale, ha aggiunto. In questo senso, ha anticipato Gobbi, il Governo è pronto ad assegnare un mandato esterno a specialisti, per verificare cosa è migliorabile e cosa c'è da fare.

ARi
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