Verso la doppia tassazione dei frontalieri una in Svizzera, l'altra in Italia
Verso la doppia tassazione dei frontalieri una in Svizzera, l'altra in Italia (©Ti-Press/RSI)

Fisco, l'incognita frontalieri

Accordo Svizzera-l’Italia, in Ticino ci si interroga soprattutto sullo splitting delle imposte dei frontalieri

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Il momento in cui il Consiglio federale svelerà tutti i dettagli dell’accordo con Italia è atteso con apprensione anche in Ticino. Il Governo ticinese ne ha parlato nel corso della riunione di mercoledì mattina alla luce della comunicazione arrivata da Berna (si vedano i correlati) che alla firma dell’accordo tra Svizzera e Italia manca poco. La consultazione è stata annunciata (i contorni dovrebbero chiarirsi venerdì) e il testo verrà siglato entro fine febbraio, al più tardi il 2 marzo. In seconda battuta, ma in tempi ravvicinati, verrà siglata anche l'intesa sulla ripartizione delle imposte dei frontalieri.

A Bellinzona le nuove in arrivo dalla capitale federale, da una parte, rallegrano permettendo di vedere una schiarita dopo anni di incertezza su un fronte caldo che per il Ticino ha una notevole importanza per i rapporti con il territorio appena oltre frontiera e le attività bancarie (circa la metà dei capitali in gestione sono italiani). Ma dall’altra ci si interroga.

A sollevare domande sono in particolare gli effetti sulle finanze cantonali del cosiddetto splitting legato alla tassazione dei frontalieri. In futuro, invece di tassarli alla fonte ristornando in seguito parte degli introiti a Roma, il Ticino tasserebbe una parte dei redditi dei frontalieri e l'Italia il rimanente. Secondo speculazioni emerse negli scorsi giorni, la quota Svizzera non sarebbe dell'80% - come auspicato dal Ticino - ma comunque superiore all'attuale 61,2%. Quanto di preciso però non si sa. E, ritenuto che ogni punto percentuale per le casse pubbliche vale circa un milione di franchi, non si tratta di un dettaglio.

Diem

Dal TG20

 

Dal Quotidiano

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