Il ministro italiano dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti
Il ministro italiano dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti (ANSA)

Frontalieri tra sconti e telelavoro

L'Italia pensa a un premio fiscale nella fascia di confine per evitare il trasferimento di aziende e lavoratori - La Svizzera pronta a trovare un'intesa sul lavoro in remoto

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La questione del trattamento fiscale dei frontalieri nelle ultime ore è stata al centro di più scambi a distanza sull'asse Roma-Berna.

Il ministro italiano Giancarlo Giorgetti in Valtellina ha confermato che il Governo Meloni pensa di introdurre uno sconto fiscale alle imprese della fascia di confine per permettere  di "scegliere se lavorare in Italia o in Svizzera". "L'idea - ha affermato - è di fare in modo che parta contestualmente con il nuovo trattato con la Svizzera dal 1° gennaio 2024".

L'accordo sui frontalieri in Parlamento

L'accordo sui frontalieri in Parlamento

Il Quotidiano di giovedì 19.01.2023

 

Giancarlo Giorgetti si è espresso nel corso di un convegno sul lavoro transfrontaliero tenutosi lunedì a Morbegno (Sondrio) spiegando che l'obiettivo del cosiddetto "sconto di confine" è di evitare il trasferimento di lavoratori e imprese. Restando in Italia pagherebbero meno imposte e, di conseguenza, si ridurrebbe il vantaggio economico di cui potrebbero beneficiare nei Grigioni e in Ticino. Ma non basterà. "Paradossalmente" ha sottolineato il ministro del Varesotto (è nato e risiede a Cazzago Brabbia), il premio "è importante ma non è risolutivo, perché bisogna immaginare il futuro con queste forme di intervento e con investimenti e la promozione dell'imprenditorialità".

Il premio si applicherebbe alle imprese e ai lavoratori nell'arco dei 20 chilometri dal confine per far fronte al rischio di "una concorrenza che è assolutamente insostenibile, con la conseguente desertificazione produttiva".

Fra minacce e miraggi - 77mila frontalieri per quale economia?

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Dibattito su un tema di attualità, che può essere regionale, nazionale o internazionale

 

L'accordo sul telelavoro scade tra 7 giorni

La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), da parte sua,  ha garantito alle associazioni padronali e sindacali ticinesi che l'avevano sollecitata a inizio gennaio di essere pronta a trovare un accordo che permetta la continuazione del telelavoro parziale per i dipendenti frontalieri italiani attivi in Svizzera. Il problema - come sottolineavano nella loro missiva l'Associazione industrie ticinesi (AITI), Camera di commercio (CC-TI) e i sindacati UNICA e OCST - è che l'attuale regime provvisorio introdotto con la pandemia scade il 31 gennaio. Mancano 7 giorni. Le discussioni non sono ancora state avviate e sono giorni di incertezza per le aziende e i lavoratori. Il telelavoro dei dipendenti frontalieri potrebbe essere impedito per evitare conseguenze fiscali in Italia.

 

Diem/ATS/ANSA
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