Il consigliere di Stato leghista un po' scettico anche sui test di massa all'interno dell'amministrazione cantonale (Ti-Press)

Frontiere, Norman Gobbi deluso

Il presidente del Governo ticinese commenta la decisione della Confederazione di non testare i frontalieri: "Non si propongono soluzioni"

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I frontalieri non possono essere testati e di controlli non se ne è parlato. Lo ha fatto sapere il Consiglio federale nella conferenza di oggi, mercoledì. Una via non percorribile che ha un po' lasciato l'amaro in bocca a Norman Gobbi: "Sono deluso: da un lato si riconosce il problema, ma dall'altro non si propongono soluzioni. Martedì è stata riscontrata la variante brasiliana nella provincia di Varese e sappiamo che la mobilità transfrontaliera è un elemento che contribuisce alla diffusione del virus. La preoccupazione resta".

Il presidente del Governo cantonale ha poi commentato le nuove misure in vigore dall'8 febbraio, sottolineando di nuovo l'importanza di rilevare i focolai: "È importante poter raccogliere i dati e notificare l'arrivo da zone a rischio per poi fare il tracciamento. I casi stanno diminuendo sia a livello nazionale, sia ticinese, quindi individuare subito i focolai è fondamentale per circoscriverli".

Il consigliere di Stato leghista appare infine scettico sui test di massa all'interno dell'amministrazione cantonale: "Valuteremo se sarà opportuno farli, abbiamo molti lavoratori in telelavoro. Sarebbe forse poco opportuno movimentarli per test di massa. Da un lato serve a depistare situazioni di asintomatici, ma una criticità è l'affidabilità dei risultati con le varianti, che è del 50%. Quindi è un po' come fare testa o croce".

Scettico il Governo ticinese

Scettico il Governo ticinese

Il Quotidiano di mercoledì 27.01.2021

 
FD/CSI
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