Il Locarnese rimane l’unica regione ticinese frammentata e poco aggregata, ma qualcosa potrebbe cambiare. Sette Comuni stanno prendendo parte a un laboratorio, per confrontarsi sui bisogni e per capire se rimanere soli sia ancora la via più vantaggiosa.
A dialogare sono Locarno, Losone, Minusio, Brione sopra Minusio, Orselina, Tenero-Contra e Mergoscia, che hanno messo a confronto rappresentanti politici, ma anche di gruppi di interesse e della società civile.
Ogni postazione si è dedicata a un target su cui riflettere: giovani, anziani, imprese, villeggianti, per esempio. Imparare a dialogare per rispondere a una domanda di fondo: per garantire il benessere che vogliamo, separati è ancora la via migliore? “È bello aver intavolato una discussione”, dice al microfono del Quotidiano, il sindaco di Locarno, Nicola Pini: “Trovarsi, parlare e mettere sul tavolo degli elementi oggettivi che poi permetteranno ai Municipi, ai Consigli comunali e, in ultima battuta, alla cittadinanza, di decidere con consapevolezza quale sarà il futuro istituzionale della regione”.
Due gli scenari di aggregazione in analisi: uno urbano, l’altro peri-urbano. Minusio è l’unico comune che, per così dire, ha due piedi in due scarpe. Dire che, comunque andrà, Minusio sarà della partita, secondo il sindaco Renato Mondada, “al momento attuale è un po’ prematuro. Dovremo discuterne in Municipio e condividere le nostre riflessioni con i nostri gruppi. Ma, secondo me, il fatto di approfondire due scenari, ci dà degli elementi in più per poi prendere una decisione”.
Domani, sabato, si tireranno le somme, che sfoceranno in un rapporto finale. E se dovesse uscire un “no” all’aggregazione? “L’importante è che durante queste due giornate emergano delle proposte”, risponde Marzio Della Santa, capo della Sezione Enti locali: “Proposte concrete, volte a preservare o ad accrescere il livello di benessere nei prossimi 10-15 anni. Questo sarà già un contenuto forte, che servirà alla politica locale. Detto questo, è pur sempre vero che i Comuni mantengono la loro piena autonomia decisionale. Spetterà ai Municipi decidere se andare, o no, verso un percorso aggregativo. Se però guardiamo gli altri distretti e capoluoghi di tutto il cantone, quella che osserviamo è una perdita di velocità nel Locarnese”.
Si vedranno dunque i risultati di quella che già è stata una sorta di prima prova di aggregazione.






