Nella foto, il libretto per stranieri (permesso B e C)
Nella foto, il libretto per stranieri (permesso B e C)

Il Ticino non "cresce" più

La popolazione è in diminuzione dal 2017. La causa principale è il forte calo del saldo migratorio

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ll rapporto dell'USTAT
ll rapporto dell'USTAT

La popolazione residente in Ticino non cresce più da alcuni anni e la causa è da ricercarsi principalmente nel calo del saldo migratorio, ovvero la differenza tra arrivi e partenze. È quanto emerge dal rapporto dell'USTAT di recente pubblicazione "Inversione della tendenza demografica, un aggiornamento dei principali indicatori" (clicca qui per scaricare il rapporto).

L’effetto della componente naturale da decenni è prossimo allo zero e negli ultimi anni si è addirittura fatto negativo. Il numero di decessi annui è in costante aumento dal 2010 superando quello delle nascite, che invece conoscono una diminuzione: erano circa 3'000 ogni anno fino al 2010, sono state 2'494 nel 2019.

Fino al 2014 la popolazione era in crescita, essenzialmente grazie alla differenza positiva tra arrivi e partenze, a fronte di una differenza tra nascite e decessi relativamente stabile nel tempo. L’aumento delle partenze e la diminuzione degli arrivi ha invertito questa tendenza generando, prima, una crescita più moderata e, poi, una leggera diminuzione della popolazione che è passata dai 354’375 residenti del 2017 ai 353’343 del 2019.

I dati provvisori per il 2020 indicherebbero un saldo migratorio che torna ad essere leggermente positivo. Ma è sul fronte del saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) che i dati provvisori indicano un’importante diminuzione della popolazione, attribuibile anche, ma non solo, al forte aumento nei decessi registrato in relazione alla pandemia.

L’inversione di tendenza demografica ha attirato l’attenzione di diversi ricercatori, dei media e della politica, sfociando anche in un'interrogazione al Consiglio di Stato dei deputati in Gran Consiglio Aldi, Riget e Dadò.

 
Bleff
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