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Immagine d'archivio (keystone)

Il contact tracing si riorganizza

40 persone gestiscono 200 casi al giorno - Intanto 140 studi medici hanno risposto all'appello per rendere più capillare la distribuzione del vaccino

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È una delle pedine più importanti nella partita contro la pandemia. Il contact tracing, l'attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato di covid-19, è stato lanciato nella prima ondata ma è andato in crisi nella seconda, quando l'aumento massiccio e improvviso dei contagi ha reso particolarmente difficoltosi i tracciamenti.

Il tracciamento e i numeri alti dei contagi

"Siamo riusciti a garantire il tracciamento con qualche inconveniente, inevitabile se pensiamo che, durante i mesi estivi, abbiamo avuto 100 casi al mese da gestire. Poi, quasi improvvisamente, nel giro di due o tre giorni, questi 100 casi sono diventati giornalieri. Quindi, evidentemente, non potevamo avere un'organizzazione in prontezza per gestire questi casi. Abbiamo però potuto farvi fronte immediatamente con forze straordinarie, il tutto sotto il coordinamento della psicologa della polizia, la signora Marina Lang, che ha gestito il servizio in quei mesi in cui poteva essere gestito, come compito aggiuntivo rispetto a quelli ordinari", spiega Paolo Bianchi, direttore della divisione cantonale della salute pubblica.

L'attività di contact tracing si riorganizza

"L'aumento dei numeri in ottobre ha reso necessaria la specializzazione e il consolidamento della struttura che non poteva più essere gestita come compito aggiuntivo. Quindi ad oggi abbiamo oltre 40 persone che gestiscono, in media, 200 casi al giorno. Dal primo dicembre è attivo anche un nuovo software: un operatore in media riesce a gestire una quindicina di casi al giorno.

Dunque la condotta d'urgenza del contact tracing, affidata inizialmente alla polizia cantonale si è conclusa; il testimone è passato da Marina Lang a Stefano Troiani, incaricato anche di pianificare la campagna di vaccinazione.

 

Distribuzione del vaccino: 140 studi medici rispondono all'appello

Intanto oltre 140 studi medici in Ticino hanno risposto all'appello lanciato ieri (domenica) dall'ordine di categoria, con l'obiettivo di rendere più capillare la distribuzione del nuovo vaccino prodotto dall'azienda Moderna, atteso a giorni.

La famiglia che contagia

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Il Quotidiano di lunedì 11.01.2021

 
CSI/F. Torrani/A. Broggini/M. Ang.
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