Orchestra di strumenti bruciati

TG 20 di lunedì 27.09.2021

Il suono delle foreste offese

Due compositori brasiliani lanciano dai Grigioni il loro progetto, per denunciare la distruzione dell'Amazzonia, tema del Festival Culturescapes

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La foresta amazzonica è conosciuta come polmone della terra. Un polmone al quale manca sempre più spesso l’aria, a causa del disboscamento, in continuo aumento negli ultimi anni. Una preoccupante situazione che ha ispirato il progetto "Orchestra di strumenti bruciati", realizzato da due compositori brasiliani, Marco Scarassatti e Livio Tragtenberg che, al momento, si trovano nei Grigioni. Attraverso il loro progetto, creare strumenti musicali da legni trovati nei boschi e poi bruciarli, i due artisti, intendono attirare l'attenzione sul disboscamento delle foreste, come quella amazzonica.

Radici, rami, alberi ancora interi e altri invece spezzati: questa la materia prima di cui vanno alla ricerca i due compositori brasiliani per creare la loro musica. Alla materia morta il duo dona una nuova vita – sotto forma di strumenti. Creazioni che sono nate nelle ultime settimane presso la Fundaziun Nairs a Scuol, in Bassa Engadina. "Ogni strumento ha la sua personalità. È incredibile come il bosco riesca a raccontarsi. Alcune parti delle piante sembrano arpe selvagge con corde metalliche. Altre sono adatte come percussioni. Cerchiamo di catturare la vera voce di ogni pezzo di legno", spiega Livio Tragtenberg. "Appoggiando l’orecchio riesco a sentire la risonanza della pianta, che si trasforma nuovamente in un essere vivente con la sua storia e i suoi ricordi", aggiunge Marco Scarassatti.

Strumenti che vengono bruciati per raccontare e sensibilizzare sulla questione della foresta amazzonica. Tema principale del Festival Culturescapes che ha luogo per la sedicesima volta in varie parti della Svizzera e alla quale partecipano anche i due musicisti brasiliani. "Il nostro messaggio principale è piuttosto un grido di aiuto. Le foreste bruciano e la vita sta diventando sempre più difficile. Dobbiamo prestare attenzione a questa situazione. Attraverso la musica vogliamo esprimere l’urlo agonizzante della foresta", dice Livio Tragtenberg.

Un’agonia urlata dalle piante bruciate che si potrà sentire fino al sette ottobre sul palco del teatro di Coira.

TG/A. De Vecchi
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