Le infiammazioni da vaccino nella stragrande maggioranza dei casi "sono un evento estremamente lieve e banale" (keystone)

Il vaccino e i dubbi degli sportivi

Miocarditi e pericarditi più frequenti negli atleti professionisti dopo il vaccino? L'esperto: "Più esposti, ma decorsi lievi, ben peggio quelle date dal Covid"

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Sarah Atcho, 26enne vodese 200 e 400metrista - parliamo di atletica leggera - già compagna di squadra di Ajla Del Ponte nella 4x100 nazionale, qualche giorno fa ha raccontato sui social la sua vicenda personale, dopo essere stata colpita da un’infiammazione al pericardio pochi giorni dopo la vaccinazione. Un evento, quello delle patologie al muscolo cardiaco, che sembra colpire maggiormente gli sportivi d’élite.

SEIDISERA del 22.01.2022 - La testimonianza di Sarah Atcho nel servizio di Agata Galfetti
SEIDISERA del 22.01.2022 - La testimonianza di Sarah Atcho nel servizio di Agata Galfetti
 

Agata Galfetti ha intervistato il Professor Marco Valgimigli, viceprimario di cardiologia al Cardiocentro, chiedendogli innanzitutto - aldilà di correlazioni con il vaccino anticovid - se vi possano essere collegamenti tra il fare sport ad alto livello e rischi di miocardite e pericardite.

“Di per sé l'atleta professionista è purtroppo più esposto alle patologie di cui parliamo, cioè miocardite e pericardite. Essenzialmente è legato allo stile di vita dell'atleta stesso, forse più che all'intensità dello sport che viene svolto. Quindi giocoforza l'atleta è anche più esposto al rischio di queste malattie dopo la vaccinazione, soprattutto dopo la seconda e la terza dose. I soggetti tipicamente a rischio sono i maschi giovani nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni ed è un effetto collaterale molto più raro rispetto all'infezione stessa da Covid-19, però purtroppo leggermente più frequente che nella popolazione generale. Tipicamente occorrono da 3 a 4 giorni dal richiamo della dose vaccinale e in particolare dopo vaccini a MRna, quindi Pfizer o Moderna.”            

Ma per un atleta d'élite significa la fine della carriera o è possibile venirne fuori?

“Allora, bisogna fare un distinguo importantissimo tra la miocardite che occorre dopo la vaccinazione e la miocardite che occorre spontaneamente. La prima nella stragrande maggioranza dei casi è un evento estremamente lieve e banale che si risolve molto rapidamente. Diverso è il discorso per la miocardite che insorge tra virgolette spontaneamente, ma anche in questi casi non è la fine della carriera. L'atleta deve essere messo a riposo sei mesi e poi dovrà fare una rivalutazione globale cardiaca specialistica al fine di poter riprendere gli allenamenti e l'attività agonistica. Non è quindi la fine della carriera”.                

Vado un attimo alle basi per chi non mastica medicina: si tratta di un'infiammazione del muscolo cardiaco, quindi è un po’ come se io avessi un'infiammazione ad un qualsiasi altro muscolo, per cui -mi sta dicendo- ci vuole riposo…                

“Assolutamente sì, ha detto bene, è un'infiammazione del muscolo cardiaco che purtroppo produce danno e tutte le volte che abbiamo un danno nel cuore questo è irreversibile. La prognosi è legata alla malattia stessa è quindi in funzione di quanto danno viene prodotto. In genere questo danno è relativamente modesto per cui se si osserva un periodo di riposo e si assicura che il danno a un certo punto cessi di esistere, la prognosi è assolutamente ottima.                 

Lei ha notato un aumento di casi in questo periodo magari appunto dovuto al vaccino?                

“L'abbiamo notato prevalentemente legato alla malattia più che al vaccino. Abbiamo avuto qualche ricovero aneddotico dopo il vaccino, io ne ricordo 1-2, con forme molto lievi e blande che di fatto necessitano di un ricovero di qualche giorno e di un follow up ambulatoriale. Mentre completamente diverso è il discorso delle miocarditi legate alla malattia stessa: in genere queste occorrono con una certa frequenza nei pazienti ricoverati per Covid-19, stiamo parlando di fino al 30-40% dei malati con forma grave o medio grave che richiede ospedalizzazione, e in genere questi sono pazienti che hanno un decorso più complicato e una probabilità 3-4 volte maggiore di incorrere in un evento fatale”.                

Dottor Valgimigli, tornando agli sportivi, si sente di dire loro magari di evitare di allenarsi troppo vicino ad una vaccinazione? Ci sono delle prescrizioni particolari?                 

“Non ci sono limitazioni particolari, quindi non c'è nessuna restrizione all'attività post vaccino. C’è al contrario la necessità di fare un controllo cardiologico per i pazienti che hanno sviluppato una malattia medio grave: in questi pazienti prima di ritornare all'attività sportiva e alle competizioni si deve fare una visita cardiaca specialistica, mentre non è consigliata una visita specialistica per i pazienti che hanno fatto sì la malattia, ma in forma lieve”.              

SEIDISERA-Galfetti/dielle
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