Un balzello onnipresente (ti-press)

Imposta di bollo "da abolire"

Un'iniziativa parlamentare leghista chiede la fine di questa tassa. Andrea Censi: "È da Medioevo"

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Un'iniziativa parlamentare della Lega ha chiesto l'abolizione dell'imposta di bollo. Ma di che si tratta? Iscrizione di atti ufficiali, richiesta di estratto del conto bancario, stipulazione di un contratto per l'acquisto di una casa, autentificazione di una firma, ottenimento di un appalto pubblico... sono tutte soggette a questo balzello. Un'imposta che esiste dalla fine dell'800.

Non è la prima volta che ne viene richiesta l'abolizione, anzi, le critiche rivolte a questa imposta indiretta sono infatti vecchie quasi quanto l’imposta stessa. Ma finora la tassa ha resistito, anche perché porta nelle casse statali molti milioni, in Ticino fra i 35 e i 40 all'anno. Per i due deputati leghisti Andrea Censi ed Enea Petrini è però arrivato il momento di abolirla. Hanno quindi presentato un'iniziativa parlamentare in tal senso.

"È medievale", spiega Censi, "Non è corrisposta da nessun servizio e crea un apparato comunque complicato, anche solo per comprendere a quali atti dovrebbe essere applicata. È usata solo, assieme a tutti gli altri balzelli, per rinforzare i forzieri dello Stato".

"È un tema che torna ciclicamente", replica il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta, "all'inizio degli anni 2000 si era decisa addirittura un'abolizione, che poi era stata annullata dal Parlamento". "Noi oggi abbiamo molte proposte di abolizione: imposta di circolazione, la tassa sul bollo...", aggiunge Vitta. "Se facciamo la somma di queste proposte arriviamo ad un impatto finanziario rilevante che supera i 200-300 milioni. Non è realistico".

Chiesta l'eliminazione dela tassa di bollo

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Il Quotidiano di mercoledì 19.02.2020

 
CSI/Bleff
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