Il calo demografico è causato soprattutto dalla voce "arrivi e partenze di cittadini stranieri" (ti-press)

In Ticino mancano stranieri

Il calo demografico è causato soprattutto dal saldo negativo tra arrivi e partenze: le spiegazioni dell'USTAT e le considerazioni dei politici

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In Ticino, secondo i dati a disposizione dell'Ufficio cantonale di statistica (USTAT), mancano stranieri: per l'ennesima volta il calo demografico in corso ormai da qualche anno, è causato soprattutto dalla voce "arrivi e partenze di cittadini stranieri". C'è però una novità: il saldo del 2020 porta un segno più. Troppo presto, però, per parlare di inversione di tendenza.

"Preferiamo sempre parlare di una tendenza considerando più anni - ha spiegato Francesco Giudici dell'USTAT, ai microfoni della RSI - Il 2020 in effetti mostra una ripresa degli arrivi, oltre a un saldo naturale, quindi una differenza tra nascite e decessi molto negativo dovuto alla pandemia".

Il saldo migratorio, cioè l'apporto numerico di chi decide di stabilirsi in Ticino e di chi, al contrario, se ne va, resta il sorvegliato speciale. Perché è quello che, dal 2019, dopo un declino iniziato poco meno di una decina di anni fa, pesa di più. "Il grosso delle migrazioni - prosegue Giudici - è sempre ad opera degli stranieri, quindi il grosso degli arrivi e delle partenze sono a livello internazionale, soprattutto in relazione con l'Italia". 

Al brusco calo del saldo tra arrivi e partenze degli stranieri, si somma anche quello degli svizzeri che, in Ticino, in realtà dal 2010 non è mai stato positivo: il numero di chi parte è sempre stato superiore di chi arriva. Con una differenza sempre più grande. "In questi anni abbiamo osservato anche in questo caso un'inversione di tendenza - conclude l'USTAT - quindi sono di più le partenze rispetto agli arrivi".

La politica in azione

I primi passi per affrontare il tema li ha mossi anche la politica. All'inizio di marzo, con una mozione, i deputati in Gran Consiglio Sabrina Aldi, Laura Riget e Fiorenzo Dadò hanno sollecitato il Governo, chiedendo in sostanza soluzioni per curare questa "emorragia". Lo hanno fatto suggerendo di studiare quanto già fatto a Neuchâtel. Cantone che, sul tema, ha istituito un gruppo di lavoro e le cui analisi sono ormai in stadio avanzato.

Tornando in Ticino, i dati - oggettivi - indicano che la falla da colmare è alla voce "stranieri". Dal profilo politico, però, una narrativa tutt'altro che vincente... E quindi, come la si affronta? Abbiamo girato la domanda ai tre mozionanti.

 

Secondo la leghista Sabrina Aldi, "il problema riguarda il mercato del lavoro e l'alto numero di frontalieri, perché crea delle condizioni a livello anche di salario che non sono interessanti per la popolazione residente quindi, dal mio punto di vista, il Ticino non è più attrattivo come posto per viverci. Quindi bisogna riequilibrare il mercato del lavoro".

Per la copresidente del PS Laura Riget, "in Ticino negli ultimi anni ha conquistato sempre più potere un partito che vuole dare la colpa agli stranieri e ai frontalieri per ogni cosa che capita, quindi non sorprende che ci siano sempre meno persone che considerano il nostro un cantone invitante. Inoltre ci sono delle prassi molto restrittive a livello di migrazione implementate a livello cantonale. È un taboo da infrangere perché il problema è grave".

"Fra non molti decenni saremo un paese di pensionati quindi dobbiamo vedere cosa si può fare - aggiunge poi il presidente del PPD, Fiorenzo Dadò - Gli stranieri hanno sempre contribuito al benessere del nostro paese, pertanto bisogna creare le premesse affinché possano venire a lavorare, produrre e soprattutto abitare. Bisogna capire come mai non arrivano più e perché i nostri giovani se ne vanno senza tornare più. 

Il PLR non è tra i firmatari della richiesta di azione al Governo. Noi abbiamo sollecitato il presidente Alessandro Speziali, secondo cui "il concetto di straniero consiste anche nello scegliere una certa manodopera in certi settori economici in cui abbiamo bisogno e attirare cervelli in settori come l'innovazione e lo sviluppo. La Svizzera e il Ticino devono andare a ricercare quelle lacune per riempirle e riavviare uno sviluppo demografico che aiuta tutto il cantone.

CSI, RED-MM
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