Solo il 2,5% della carne svizzera va all'estero
Solo il 2,5% della carne svizzera va all'estero (keystone)

La carne non soffre il franco

La filiera svizzera non subisce il cambio con l'euro. All'estero una piccola parte della produzione

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L’abolizione del cambio minimo tra franco ed euro non ha messo in difficoltà tutti i settori. Fatta eccezione per il turismo degli acquisti, che colpisce soprattutto le regioni di frontiera, la filiera della carne non sembra patire i contraccolpi del valore delle valute.

Nel 2013 in Svizzera sono state prodotte 337'000 tonnellate di carne e ne sono state importate 97'000. Fuori dai confini nazionali  sono state vendute solo 8’000 tonnellate, il 21,6% in meno del 2012, ma solo il 2,5% rispetto alla produzione indigena.

Inoltre la merce esportata, come illustratoci da Andrea Mani, presidente dei fabbricanti retici è perlopiù fatta con materia prima estera poi lavorata in Svizzera. Il maggior costo legato al franco forte è quindi marginale.

"Noi trattiamo solo carne svizzera. Quella nella quale lavoro è una filiera esclusivamente interna. I nostri clienti sono elvetici in ogni caso i turisti non rinunciano a queste specialita'”, ha inoltre spiegato al Telegiornale Jörg Brügger, titolare di una ditta di Lenzerheide-Parpan che fa essicare tonnellate di carne.

Da.Pa./Telegiornale

Dal TG20

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