I crimini di guerra russi a Davos

TG 20 di lunedì 23.05.2022

La casa dei crimini di guerra russi

Al WEF di Davos irrompono gli orrori perpetrati in Ucraina: li documenta, con immagini e testimonianze, un luogo di riflessione inaugurato ieri

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A Davos, a breve distanza dal centro congressuale dove sta svolgendo il Forum economico mondiale (WEF), si può visitare la "Russia Warcrimes House": una casa che, con immagini, testimonianze e ricostruzioni grafiche vuole documentare i crimini di guerra commessi dai russi in Ucraina.

L'esterno della struttura, che è stata inaugurata oggi a Davos
L'esterno della struttura, che è stata inaugurata oggi a Davos (Twitter/Pietro Bernaschina)

Questo luogo di riflessione è stato inaugurato nella mattinata di ieri, lunedì, e ha accolto la testimonianza di una medica di Mariupol - la città sul Mar Nero presa d'assedio e quindi espugnata dalle forze russe - che ha raccontato la sua rocambolesca fuga dalla città distrutta, dove ha lavorato in condizioni disperate. Fra le varie personalità presenti anche il sindaco di Bucha, il quale ha raccontato l'agonia della sua località, dove centinaia di persone sono state torturate o uccise.

Una mappa, tristemente destinata a essere aggiornata, che localizza i crimini di guerra compiuti dalle forze russe in territorio ucraino
Una mappa, tristemente destinata a essere aggiornata, che localizza i crimini di guerra compiuti dalle forze russe in territorio ucraino (Twitter/Pietro Bernaschina)

Ad allestire la struttura, in un negozio preso in affitto, è stato l'imprenditore ucraino Victor Pinchuk. L'esposizione ha sede nello stesso edificio che, negli anni scorsi, ospitava invece quella "Russia House" che durante lo svolgimento del Forum promuoveva l'economia della Federazione russa. Il curatore del progetto precisa che qui si mostrano solo immagini verificate e dati accertati: oltre 4'600 tracce di crimini di guerra.

Presente all'inaugurazione anche Liudmyla Denisova, commissaria per i diritti umani dell’Ucraina. "Abbiamo allestito un servizio di assistenza telefonica sempre attivo a disposizione dei nostri cittadini, che ci procurano informazioni su quanto sta succedendo nelle varie regioni", ha dichiarato, sottolineando che dall'inizio dell'invasione sono pervenute "44'000 chiamate per denunciare crimini e violenze su più di 87'000 persone".

Seidisera/TG/ARi
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