(© Foto Ti-Press)

La lista nera muove le acque

Reazioni di segno opposto alle denunce di dumping messe in rete da UNIA

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La lista nera con cui UNIA a fine giugno aveva denunciato su internet una decina di casi di palesi violazioni dei diritti dei lavoratori ha suscitato reazioni rapide e di segno opposto. Le prime telefonate sono arrivate già a inizio luglio, come confermato alle Cronache della Svizzera italiana dal sindacalista Matteo Poretti: attraverso i loro legali, diverse aziende hanno tentato di far eliminare dal sito le segnalazioni che le riguardavano e una potrebbe spingersi fino alla querela.

UNIA non teme l'eventualità, perché gli episodi presentati su denunciamoli.ch costituiscono solo la minoranza di quelli di cui l'organizzazione è a conoscenza, ma una minoranza ben documentata. Non con ogni ditta messa alla berlina, tuttavia, si è giunti al confronto: una ha accettato di pagare ai suoi dipendenti quanto spettava loro.

pon/CSI

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