Economia e formazione

Il Quotidiano di giovedì 12.05.2022

"La scuola si adegui al mercato"

La prospettiva di 5'000 posti che resteranno liberi in Ticino fa reagire Stefano Modenini (AITI). La replica di Manuele Bertoli: anche l'economia faccia la sua parte

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"Serve una formazione che segua le tendenze del mercato del lavoro nei prossimi anni": così il direttore dell'Associazione Industrie ticinesi Stefano Modenini mercoledì ha lanciato la sfida alla politica ticinese, affinché si punti su una scuola con più tecnica che prepari alle professioni del futuro. Galeotto è stato lo studio della SUPSI commissionato dalla stessa AITI, che ha scattato una fotografia del mercato del lavoro ticinese fra 5 anni: da un lato ambiti formativi apprezzati dai giovani ma con pochi sbocchi, dall'altro offerte di lavoro disponibili in settori che i ragazzi invece snobbano. Come conciliare queste due realtà?

Ambiti con molta richiesta e altri con molta offerta
Ambiti con molta richiesta e altri con molta offerta (RSI)

"C'è una parte di lavoro che deve essere fatta a Berna, una che possiamo fare insieme anche cantonalmente e una che ognuno deve fare nel suo campo, noi nel migliorare la formazione e l'economia mettendo per esempio a disposizione posti di apprendistato, che in Ticino non abbondano", è la replica del capo del Dipartimento dell'educazione Manuele Bertoli, raggiunto nel canton Turgovia dove si trova in viaggio con il Consiglio di Stato.

Bisogna inoltre tener conto della libertà dei giovani di scegliere il proprio futuro, "perché non possono essere né la scuola né la politica a decidere per loro, se mai bisogna fare un lavoro di convincimento e anche qui l'economia deve fare la sua parte e vendere in qualche modo una professione ai giovani che potrebbero avvicinarvisi".

Secondo Bertoli, "gli orientatori sanno quali sono i settori che hanno un fabbisogno futuro presumibile elevato e quindi possono dire - e lo fanno - che in quel determinato ambito non ci sarà disoccupazione in futuro. Che l'informazione corrisponda alla scelta di un allievo, è un'altra cosa", spiega. Troppo semplice, conclude, "usare la scorciatoia che siccome offerta e domanda non coincidono, la colpa è dell'orientamento".

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