L’intelligenza artificiale (IA) è sempre più presente nella vita quotidiana. Non c’è settore che non stia sviluppando questa tecnologia per i propri processi, e anche le amministrazioni comunali non fanno eccezione. Nei principali centri urbani del Ticino i comuni mettono a disposizione sportelli virtuali: l’IA gestisce richieste e servizi, dal rilascio di certificati a consigli su aspetti della vita di tutti i giorni.
Dall’organizzazione interna ai cittadini
“Noi abbiamo iniziato anni fa con delle piccole applicazioni di intelligenza artificiale nell’ambito della digitalizzazione”, ha spiegato Michele Foletti, sindaco di Lugano, alle telecamere del Quotidiano. In una prima fase l’IA è servita soprattutto per l’organizzazione interna del lavoro amministrativo. “Una volta sviluppata tutta la conoscenza sull’intelligenza artificiale, abbiamo iniziato a mettere a disposizione ai cittadini questi servizi, come il chatbot che c’è sul sito internet”.
Tra i grandi centri ticinesi, Mendrisio è arrivato più tardi. Il Comune aveva avviato la digitalizzazione già nel 2022, quando però l’intelligenza artificiale non era ancora centrale come oggi. Nel corso del progetto è emersa la necessità di colmare alcune lacune tecnologiche e nel dicembre 2025 è stato introdotto un assistente virtuale online, ha raccontato l’IT manager Paolo Camponovo.
“Tecnicamente ci siamo appoggiati a un’azienda di Mendrisio, abbiamo quindi dato via a un progetto tecnologico, la raccolta dei contenuti all’interno di questi motori di intelligenza artificiale. Abbiamo collaborato anche con il nostro ufficio informazione affinché le informazioni di principale interesse per il cittadino venissero indicizzate e rese disponibili da questa chat”.
Il nodo della protezione dei dati
L’utilizzo dell’IA pone però anche la questione della protezione dei dati. In molti ambiti professionali vengono quindi sviluppate soluzioni mirate e controllate. “L’intelligenza artificiale è un po’ come una scatola nera, per cui quello che diamo in pasto non sappiamo esattamente dove vada a finire”, ha spiegato Simona Gamba, Project lead di Lugano Living Lab. “Nel nostro caso, invece, noi vogliamo capire, sapere ed essere in grado di proteggere i dati dei cittadini, ma anche i nostri dati interni, che sono della città di Lugano e vogliamo che rimangano tali”.
Non solo tecnologia
Ogni comunità resta comunque eterogenea e non tutti hanno lo stesso rapporto con il digitale. In particolare, molte persone anziane continuano a preferire il contatto diretto.
“Noi vogliamo essere inclusivi e usare la tecnologia come complemento, quindi non forzare nessuno a utilizzare la tecnologia e basta”, ha detto Gamba. Questo ovviamente riguarda anche gli anziani; abbiamo il punto digitale che è un punto di consulenza anche fatto apposta per i cittadini che hanno bisogno di orientarsi nel mondo digitale, soprattutto sui servizi che noi offriamo”.
Anche a Mendrisio, ha spiegato Camponovo, accanto agli strumenti digitali resta fondamentale il supporto fisico: presso il centro culturale della Filanda il personale aiuta in particolare le persone meno abituate alla tecnologia a interagire con l’amministrazione comunale.

L'intelligenza artificiale e il rischio di dipendenza
Il Quotidiano 22.01.2026, 19:00







