L'immunità di gregge fa discutere

Gli scienziati fissano la soglia al 70% della popolazione, ma un articolo del New York Times scatena un nuovo dibattito - Il parere del dottor Andreas Cerny

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Un articolo del New York Times cambia prospettiva sulla tanto discussa immunità di gregge, quella capacità di un gruppo di resistere all'attacco di un'infezione. Di solito gli scienziati ne stabiliscono la soglia attorno al 70% della popolazione ma secondo alcuni modelli matematici sembra che possa bastare una percentuale più bassa di popolazione immunizzata, il 50%. Se così fosse il coronavirus potrebbe sparire prima di quanto ipotizzato.

E' davvero così? La RSI ha intervistato sull'argomento il dottor Andreas Cerny, specialista di malattie infettive e direttore dell'Epatocentro Ticino. “Per questo tipo di virus ho dei forti dubbi che si potrà raggiungere un’immunità di gregge. Questo perché i virus respiratori, come il coronavirus, lasciano solo un’immunità transitoria”, spiega Cerny (l'intervista integrale nel video in testa all'articolo).

Il professore si è espresso anche riguardo al tema dei vaccini, concordando che avrebbe senso vaccinare le persone a rischio, puntando così su una vaccinazione mirata. Ha però sottolineato che questa procedura è separata dall'immunità di gregge, secondo la quale sarebbero le persone vaccinate a proteggere le persone non vaccinate.

L. Giovara/M. Ang.
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