Lo studio su tecnologia e stress

TG 20 di lunedì 25.05.2020

Lockdown, telefonini e stress

Sondaggio in Ticino: il 27% ha aumentato di molto l'utilizzo dello smartphone, anche per lavorare o studiare a distanza - Ansia e aggressività i risvolti negativi

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Costretti a stare nelle nostre case in questo periodo di lockdown, l’unica connessione con l’esterno sono stati i computer e soprattutto gli smartphone. Ma quanto l’uso dei telefonini è cambiato in questo periodo straordinario? A rispondere alla domanda ci ha pensato un sondaggio pubblico lanciato dal progetto “La dieta digitale dei sette giorni”, coordinato dal professore Alessandro Trivilini che, con la collaborazione di Banca Stato, ha tentato di comprendere l'impatto che le nuove tecnologie, e in particolare lo smartphone, hanno avuto durante la prima fase di isolamento imposta dal Covid-19.

Il sondaggio è stato lanciato il 15 marzo scorso ed è stato chiuso il 4 maggio. In totale hanno risposto completamente alle risposte 646 persone.

I dati principali dicono che poco più del 27% ha aumentato di molto l’utilizzo degli smartphone rispetto a prima del lockdown, il 43,6% invece leggermente. Solo il 3% ha leggermente diminuito l’utilizzo.

Per ben il 42% degli intervistati il lavoro o lo studio a distanza hanno cambiato molto le proprie abitudini tecnologiche, mentre solo il 7,4% non ha cambiato per nulla le sue abitudini. 

L’uso frequente di questa tecnologia ha anche generato effetti negativi, come spiega il direttore della “Dieta Digitale” Alessandro Trivilini: “Alcuni hanno gestito bene l’integrazione di questo rapporto che cambiava con gli smartphone, altri invece hanno accusato e manifestato ansia, aggressività e anche isolamento, questo perché lo smartphone era l’unico ponte con l’esterno dal quale eravamo isolati.”

Lo studio servirà anche a formulare dei consigli e delle regole per il futuro, in particolare in termini comportamentali, di tempo, di applicazioni e di sollecitazioni. “Un esempio: disattivare le notifiche in alcune applicazioni perché sono troppo sollecitato e l’ansia aumenta” conclude Trivilini. A questo primo report seguirà una pubblicazione scientifica più dettagliata.

Hanno partecipato quali osservatori speciali dello studio commentando i risultati e le analisi: Daniele Parenti, Direttore del Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD) del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) del Cantone Ticino. Fabrizio Cieslakiewicz, Presidente della Direzione generale di BancaStato. Adriano Agustoni, Direttore Scuola Cantonale di Commercio, Bellinzona. Emanuele Carpanzano, Direttore del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI. Cecilia Beti, Direttrice del Centro Professionale Tecnico, Lugano-Trevano. Roberto Ostinelli, Medico specialista FMH in Medicina Interna Generale. Roberto Sandrinelli e Marco Galli, Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Dipartimento della Sanità e della Socialità del Cantone Ticino.

TG-Pacella/dielle
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