Luci e ombre sugli sconti

Ticino pronto per il "Black Friday" - Piccoli negozianti: "Una follia"; ma per i clienti: "È una manna"

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Il Ticino si prepara a celebrare il suo "venerdì nero", il "Black Friday" degli sconti e dei prezzi stracciati nei negozi, quando manca un mese a Natale. L'idea, importata dagli Stati Uniti, ha ormai contagiato la grande distribuzione. E anche i clienti sembrano apprezzare, meno i piccoli negozianti.

"È ridicolo, non fa parte della cultura locale — tuona tra bustine, tazze e teiere Marc Brosselard, nato in Canada e titolare del negozio Casa del Té a Locarno —. Le decorazioni le metto solo dal 1° dicembre e gli sconti non li faccio mai. Né ora né in estate..." e precisa che questa idea del black friday è "simile a Halloween, ma io non ci sto".

Stesso avviso anche alla Libreria Locarnese dove Nicola Romerio, tra gli scatoloni dei nuovi arrivi, cade dal melo: "Sarò ingenuo, ma non sapevo nemmeno dell'esistenza di un'iniziativa simile. E poi sempre con questa mania delle parole inglesi... chiamiamola 'liquidazione prenatalizia', no?". Romerio trova che dietro ci sia un meccanismo subdolo: "È una trovata commerciale che spinge la gente ad acquistare di più, inutilmente e senza pensare alla qualità. E solo i grandi possono permettersi una cosa simile, noi piccoli siamo sotto pressione e non ce la facciamo". E allora? "Rappresentiamo l'alternativa, un modo diverso di vivere".

Anche Tiziano della Coltelleria Bianda, in Piazza Grande, conferma che le richieste in questo periodo aumentano, ma di sconti speciali non se ne parla proprio: "Facciamo riduzioni ai clienti abituali, ma il nostro è un prodotto che bisogna provare in negozio, soprattutto se è uno strumento di lavoro. Siamo anche fortunati che cuochi o macellai hanno bisogno di strumenti specifici che la grande distribuzione non ha".

Tra la gente, invece, si respira un certo entusiasmo per gli sconti di domani. C'è chi è andato in negozio oggi, giovedì, per prepararsi all'acquisto vero e proprio del fatidico "Black Friday". Ma sono molti quelli che (guarda il video), come il libraio locarnese, non l'hanno mai sentita nominare. E che non ne sentono nemmeno il bisogno: "Io i regali li compro già a novembre, poi li tengo da parte", ha detto Andrea. "Non sono un grande 'shopper' e non andrò di certo nei grandi magazzini", le fa eco Franco.

px

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