La capodicastero immobili Cristina Maria Zanini
La capodicastero immobili Cristina Maria Zanini (TiPress)

"Mai condiviso la decisione"

La municipale Cristina Zanini Barzaghi si distanzia dalla versione dei fatti fornita dal Municipio in merito a quanto accaduto all'ex Macello

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La demolizione di una parte dell'ex Macello avvenuta nella notte tra sabato e domenica ha minato anche l'unità della politica di Lugano. Alla posizione del Municipio ribadita domenica dal sindaco Marco Borradori, hanno fatto da contraltare le parole della capodicastero immobili Cristina Zanini Barzaghi.

La notte di Lugano

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Una trasmissione speciale sull'autogestione - Conduce Alain Melchionda

 

"Non ho mai condiviso la decisione di sgombero e nemmeno la decisione di demolire una parte degli edifici, come ingiustamente affermato da alcuni", è stata la replica della rappresentante socialista in merito a quanto accaduto e alla successiva versione dei fatti fornita domenica dal Municipio di Lugano. "I servizi del dicastero immobili e la sottoscritta erano completamente all'oscuro delle modalità dell'operazione di polizia: la decisione è stata presa di fretta nella notte senza consultazione di tutto il Municipio", ha ribadito in un messaggio apparso sul proprio sito personale.

Quanto avvenuto tra sabato sera e le prime ore di domenica ha quindi diviso il Municipio oltre ad aver di fatto precluso ogni possibilità di dialogo con i molinari. "Non capiamo come mai sembra non esserci posto per l'autogestione", ha affermato una di loro ai microfoni di Modem in occasione della protesta avvenuta domenica in centro Lugano. "Mi sembra piuttosto chiaro come l'autogestione sia necessaria non tanto come edificio, piuttosto come idea", ha concluso. Sempre a Modem la municipale Karin Valenzano Rossi ha invece affermato: "La demolizione dell'ex Macello non era un'opzione sul tavolo: la soluzione è stata indicata per ragioni di sicurezza durante le operazioni di sgombero e il Municipio ha dato il suo nullaosta. È stata un'azione di forte valenza simbolica, della quale probabilmente non eravamo così consapevoli. Ma l'obiettivo era preservare l'integrità delle persone e la sicurezza in generale".

Le parole della municipale liberale-radicale, quanto scritto dalla rappresentante della sinistra, ma pure quanto affermato dal presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli durante lo speciale RSI "La notte di Lugano" nutrono le discussioni sulla responsabilità delle decisioni e sullo svolgimento cronologico dei fatti.

 

Nel frattempo, il sindaco Marco Borradori, che alla RSI domenica aveva affermato che la pianificazione dello sgombero era pronto da tempo fa, continua a lanciare segnali di disponibilità a ragionare con gli autogestiti per trovare una soluzione, sempre che questa venga trovata nel solco della legalità. L’alternativa si trova sul Piano della Stampa in territorio di Lugano. Resta da capire se, dopo la cancellazione del CSOA all’ex Macello, potrà essere presa in considerazione anche dagli autogestiti.

Altra manifestazione in centro

Oggi, lunedì, i molinari torneranno in centro, come hanno già fatto sabato e domenica pomeriggio. In serata dovrebbero riunirsi in Piazza Manzoni per un'assemblea. La questione dell'autogestione tornerà anche sul tavolo del Gran Consiglio che si riunirà oggi. A Palazzo delle Orsoline è prevista la discussione sulla mozione "Centro sociale giovanile autogestito: il cantone torni a fare la sua parte!".

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AnP/Diem
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