Ticino e Grigioni

Il “Pozzo” del riciclaggio

Ecco come venivano ripuliti, passando da Roveredo, i guadagni del traffico di cocaina smantellato con l’inchiesta antimafia

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Dai conti della società sono transitate somme importanti

Dai conti della società sono transitate somme importanti

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Di: Francesco Lepori 

Un milione e 234’000 euro. È la somma complessiva che, tra il 2022 e il 2024, secondo gli inquirenti italiani sarebbe confluita sui conti della società di Roveredo che veniva utilizzata per “lavare” una parte dei guadagni del traffico internazionale di droga smantellato, in febbraio, con l’operazione “Pozzo”. Centinaia di chili di cocaina, che il gruppo finito in manette importava dal Sud America appoggiandosi a clan della ‘ndrangheta e della camorra.

Le carte dell’inchiesta ricostruiscono nei dettagli i flussi finanziari tra i Grigioni e Napoli, dove la SA mesolcinese aveva una sede secondaria. Proprio lì, guarda caso, si trovavano anche tre delle società che effettuavano i bonifici alla volta della Svizzera. Società riconducibili, come quella di Roveredo, alle persone arrestate o a soggetti vicini.

I pagamenti sarebbero stati disposti sulla base di fatture fittizie, riferite a prestazioni commerciali inesistenti. Gli indagati avrebbero poi riciclato il denaro con l’acquisto di vetture e di immobili.

Tra questi una villetta di Canobbio comprata, nell’ottobre del 2023, per un milione e 650’000 franchi. L’elenco include pure un appartamento a Roveredo, un complesso immobiliare in Francia (sulle Alpi Marittime) e tre proprietà tra le province di Napoli e Salerno. Il tutto a un prezzo di oltre due milioni e mezzo di euro.

Senza dimenticare le auto, targate Grigioni: una Porsche Macan, una Land Rover Evoque, una FIAT 500 Abarth e una Smart Forfour. Le autorità hanno infine ordinato il sequestro di tre conti bancari svizzeri.

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Roveredo: sviluppi inchiesta antimafia

Il Quotidiano 16.03.2026, 19:00

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