Non solo... plastica

Cosa va riciclato e cosa no? Che fine fanno le plastiche che separiamo? Reportage dentro un'azienda del settore

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La tassa sul sacco generalizzata in tutto il cantone sta dando un impulso alla raccolta differenziata. Il sacco colorato costa e si cerca di riempirlo il meno possibile, così anche chi prima non si curava di dove gettava i suoi rifiuti, con il flacone vuoto del detersivo, i resti di pellicola e gli imballaggi alimentari oggi si pone un po' più spesso la domanda: lo butto o lo riciclo?

Vale in particolare per la plastica. Quella di una quarantina di comuni ticinesi, da Chiasso ad Airolo, finisce alla Puricelli di Riva San Vitale insieme ad altri materiali. I suoi contenitori di recupero sono 160 sull'insieme del territorio.

Esistono plastiche di ogni genere, non si può fare... di ogni plastica un fascio. Ci sono il PET delle bottiglie, il polipropilene del classico flacone, l'LDPE del cellophane,,... Per il cittadino talvolta è difficile distinguere gli oggetti che legittimamente vanno separati dalla "normale" spazzatura e anche una categoria dall'altra.

Ci sono comuni dove la raccolta è avviata da tempo e altri che stanno reagendo ora. Proprio come Riva San Vitale, dove la separazione non si faceva prima di quest'anno. E la differenza si vede: più che altrove, nei sacchi "dei comuni freschi di adesione si trova veramente di tutto". Si sono visti radio, imballaggi del latte, cartone, neon e persino qualche moneta, spiegano Aron Puricelli e i suoi collaboratori, che selezionano il tutto sul nastro trasportatore.

In totale l'azienda recupera nove tipi di plastica, complessivamente 600 tonnellate nel 2018, rivendute poi per essere riutilizzate. La destinazione finale? Può essere sorprendente. I tappi di penna, per esempio, diventeranno... paraurti d'automobile.

CSI/pon
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