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Immagini così, sono sempre più visibili (Keystone)

Omicron, delivery sempre più richiesti

Le tante persone in quarantena si appoggiano molto su aziende come Divoora e Fasivery, che devono però talvolta fare i conti con effettivi ridotti proprio dalla stessa variante

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Da ieri, giovedì, isolamenti e quarantene sono stati ridotti a cinque giorni. La decisione della Confederazione, molto chiacchierata, permette così alle persone di tornare alla vita quotidiana in tempi relativamente brevi.

In queste settimane uno dei servizi più utilizzati da chi si trova bloccato tra le mura domestiche è quello delle consegne di cibo a domicilio. Il fenomeno, che ha conosciuto un vero e proprio boom in questi ultimi due anni, è tornato molto di moda, come spiega Cesare Villano, CEO e cofondatore di Divoora, finita al centro della cronaca a fine dicembre per le questioni salariali dei suoi dipendenti: "Con l'aumento delle persone chiuse in casa, sono tanti i clienti che si affidano al nostro servizio". Anche Roman*, collaboratore di Fasivery, ha riscontrato un incremento delle consegne: "Sono aumentate circa del 23% durante i pranzi e del 30-35% durante le cene".

Queste società sono anch'esse toccate dal problema di quarantene e isolamenti. Fortunatamente, spiega Roman, le cose sono finora andate bene per Fasivery: "Nessuno dei nostri driver ha preso il Covid durante il lavoro. Abbiamo un protocollo molto rigido per avere meno guai possibili. Sappiamo che se uno risulta positivo, è possibile che poi diventino due o tre e dobbiamo sostituirli. Non sarebbe un’operazione facile".

Più difficoltà invece, presso Divoora: "Stiamo gestendo questo periodo con grande impegno e talvolta con un po' di difficoltà, in quanto la pandemia tocca anche i nostri dipendenti, facendo diminuire la nostra flotta e il nostro staff in ufficio. Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per riportare il servizio a regime". E per per fare questo, prosegue Villano, si punta ad allargare l'organico: "Essendo un lavoro accessorio, siamo sempre alla ricerca di nuovi driver al fine di offrire un servizio di qualità ai nostri clienti".

I problemi, per Fasivery, si sono invece verificati qualche mese fa: "Ci sono stati dei ragazzi messi in quarantena o isolamento, ma prima che arrivasse la nuova variante". Importante è anche tutelare e proteggere la salute dei clienti: “In caso di positività di un nostro driver, informiamo clienti e ristoratori. È comunque molto difficile attaccare il Covid a una persona che attende la consegna: le distanze vengono mantenute e a volte il sacchetto viene lasciato fuori dalla porta. Non c'è un contatto diretto".

*Il nome è noto alla redazione

FD
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