Il locale notturno del Bellinzonese (TiPress)

Parla il titolare del Woodstock

Centinaia le persone contattate dopo una serata nel locale Bellinzonese. Acocella: "Tutti i dati marcati su una scheda apposita"

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Il servizio del contact tracing cantonale sta rintracciando centinaia di persone da mercoledì, da quando cioè l'esercito ha comunicato che una delle reclute ticinesi che lunedì ha iniziato la scuola in una caserma d'Oltralpe è risultato positivo al Covid-19.

Sabato sera, il giovane contagiato era stato al Woodstock music pub di Bellinzona, uno dei locali più gettonati della capitale: "Su tutta la sera, a rotazione, saranno state circa un 400 persone". Acocella ha consegnato alle autorità sanitarie la lista completa dei clienti, verificata all'entrata, documenti alla mano. "Abbiamo un'entrata e un'uscita separati. Quando arrivano le persone viene chiesto loro un documento e vengono marcati i dati su una scheda apposita: nome, cognome e numero di telefono. Per fortuna l'abbiamo fatto, altrimenti sarebbe stata una brutta situazione".

Acocella non era presente quella sera, ma lo erano i suoi 5 dipendenti. "Per ora non riapriremo, almeno il weekend non riapriremo, per rispettare la quarantena, e procederemo alla disinfezione del locale". Quando aveva riaperto, dopo il lockdown, i titolari del Woodstock avevano già preventivato una situazione simile, "perché il virus è ancora tra noi".

La testimonianza

"Ieri è circolata questa notizia, e c'è stato anche qualche momento di panico iniziale tra tutti, perché non sapevamo cosa fare..." ha raccontato una giovane che era presente sabato al locale di Arbedo, "Ci hanno contattato nella tarda mattinata e mi hanno chiesto la fascia oraria in cui sono stata al Woodstock, orario che corrispondeva con quello del ragazzo risultato positivo, e poi le indicazioni da seguire: un'auto-quarantena fino a martedì e poi evitare i contatti".

 
CSI/Bleff
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