Più controlli in vista (©Ti-Press)

Parrucchieri vittime di dumping

Le associazioni padronali hanno riscontrato violazioni alle norme salariali in oltre la metà degli esercizi

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Il dumping salariale è molto diffuso presso i parrucchieri: l'anno scorso nel 58% degli esercizi ticinesi sono state riscontrate violazioni alle norme salariali, mentre in Svizzera la percentuale è stata del 55. Lo hanno comunicato mercoledì l'associazione padronale CoiffureSuisse e i sindacati UNIA e SYNA, precisando che i partner sociali vogliono aumentare le ispezioni senza preavviso.

Il sud delle Alpi, essendo una regione di frontiera, è particolarmente esposto al fenomeno, tant'è che sui 200 controlli effettuati nel 2018 in tutto il paese, ben 38 sono stati effettuati nel cantone: una quindicina annunciati e oltre una ventina senza preavviso, per oltre un'ottantina di dipendenti controllati.

 “Le infrazioni maggiori - ha spiegato ai microfoni della RSI Davide Bianco, di CoiffureSuisse Ticino - avvengono sullo stipendio minimo, o stipendio di base, dei non qualificati. Ma una parrucchiera ‘non qualificata’ può anche essere, per esempio, una parrucchiera frontaliera con un diploma italiano, che non è parificato al nostro”. La maggior parte delle infrazioni riguarda, quindi, lo stipendio di 3'800 franchi per chi ha meno di cinque anni di esperienza.

Secondariamente, anche in Ticino (ma meno che oltralpe), sussiste il fenomeno dell'"affitto di sedie", ossia una specie di subappalto all'interno dei saloni a parrucchieri indipendenti. “Il problema – prosegue Bianco - è che adesso quasi nessuno assume più un dipendente. È più comodo per un proprietario di salone avere qualcuno che paga 400, 500 o 600 franchi al mese per una sedia senza avere l'obbligo poi di doverlo pagare”. "La pratica di per sé non è illegale - precisa Bianco - ma ha delle istruzioni molto complesse, inserite nel contratto collettivo nuovo con un articolo apposito, e riuscire a garantirle è molto, molto difficile".

I controlli aumenteranno

Di fronte al numero elevato di inadempienze del contratto collettivo di lavoro (CCL) e all'arrivo di numerosi attori sul mercato che esercitano pressione sui prezzi, i partner sociali intendono effettuare, nel corso di quest'anno, oltre ai 200 controlli ordinari, anche 250 ispezioni non annunciate. Gli accertamenti effettuati lo scorso anno hanno dimostrato l'effetto preventivo di questo tipo di controlli, nel consentire una "sana concorrenza" e "rendere stabili" le condizioni di esercizio della professione.

Il nuovo CCL per i parrucchieri è in vigore da un anno, e si applica in Svizzera a circa 4'200 parrucchieri e a 10'700 dipendenti di cui il 95% sono donne. Per evitare una concorrenza a scapito delle condizioni di lavoro sono stati introdotti salari minimi per i lavoratori semi qualificati e senza formazione riconosciuta.

 

ATS/Bleff
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