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Pasqua, verso mascherine anche all'aperto

Diversi comuni ticinesi - tra cui Locarno e Lugano - ci stanno pensando. Ancora da chiarire il quadro giuridico, intanto si punta alla sensibilizzazione

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Più turisti per le strade, più possibilità di assembramenti "causali". Nell'ottica di frenare la trasmissione del Covid-19, i comuni ticinesi si appellano all'Ordinanza in vigore per stabilire misure più severe riguardo all'obbligo della mascherina negli spazi aperti dei centri urbani. Laddove ci sarà maggior afflusso di gente, questa misura sarà probabilmente implementata.

Ad aver rilanciato l'idea recentemente è stata Ascona, Locarno ha deciso poi martedì il posizionamento di cartelloni per le strade al fine di sensibilizzare i turisti all'utilizzo della mascherina, mentre Lugano ci sta pensando. "Non è ancora chiaro", ha commentato il vicesindaco Michele Bertini alla RSI, "se l'autorità può ordinare il porto della mascherina alla popolazione all'aria aperta." Si attendono dunque risposte a livello giuridico in vista della seduta di giovedì.

Riattivati piccoli eventi

Intanto, per cogliere positivamente il vento portato dalla massa - annunciata - di turisti, alcuni piccoli eventi si riattivano. Uno di questi è la Pasqua in città a Lugano, annullata l'anno scorso. Per garantire maggiori distanze e una miglior circolazione fra le bancarelle, il tradizionale mercato si sposterà sul lungolago.

Nel mercato pasquale ripone le speranze Massimo Taffini, presente con la sua bancarella di frutta secca a Lugano come altrove. Pochissimi gli aiuti ricevuti e situazioni difficoltose di questa attività anche oltralpe (mercati chiusi o limitati alla popolazione e gli artigiani del Cantone stesso): finora chi partecipa puntualmente a questi appuntamenti si è dovuto reinventare più volte. Ora sembra prospettarsi un futuro più roseo, grazie alle graduali riaperture.

"È il primo evento in Ticino abbastanza importante", commenta Massimo Taffini. "Spostarsi sul lungolago è un buon compromesso. Nelle aree dei mercati è da mesi che è obbligatorio l'uso della mascherina, sia per i commercianti che per la clientela. Siamo abituati. Il problema è la mancanza di gente, sia turisti che gente del posto".

Buono l'annunciato flusso di turisti

Un problema, però, che per l'inizio del mese prossimo non dovrebbe ripresentarsi. Sono infatti state molte le prenotazioni per soggiorni nel Cantone durante il periodo pasquale.

Il settore turistico rema comunque contro il vento delle diverse restrizioni tuttora in corso. Lo scorso autunno aveva retto, anzi tra settembre e novembre i pernottamenti sono aumentati del 14% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un risultato ottenuto grazie soprattutto all'afflusso di ospiti confederati, la cui presenza è auspicata anche nelle prossime settimane.

CSI /L.D
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