Il distacco di rocce è tra le conseguenze del riscaldamento climatico
Il distacco di rocce è tra le conseguenze del riscaldamento climatico (keystone)

Permafrost a rischio

Le temperature in aumento minacciano i ghiacciai rocciosi sulle Alpi ticinesi. Pericolo di crolli

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La superficie dei ghiacciai rocciosi delle Alpi ticinesi ha raggiunto temperature da record. Lo ha riscontrato ll’Istituto scienze della Terra (IST) della SUPSI, partner della rete svizzera di monitoraggio permafrost (PERMOS).

Rispetto all’anno precedente, si è registrato un riscaldamento della superficie dei ghiacciai monitorati (a circa 2500 metri) tra +1.7 e +2.0 gradi. I valori misurati nel 2015 sono, in assoluto, i più alti a Sud delle Alpi dal 2006. Nuovo record anche per la temperatura media, pari a ben 18.8 gradi, misurata il 3 luglio 2015 sotto la superficie del suolo, su una falda di detrito, a più di 2'500 metri, in Val Malvaglia.

"I dati nel loro insieme, spiega Cristian Scapozza, ricercatore IST, segnalano un costante riscaldamento delle temperature del suolo, seguito da una costante accelerazione dei ghiacciai rocciosi, che dovrebbe caratterizzare anche gli anni a venire".

Durante la scorsa estate, a causa delle alte temperature, l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) ha rilevato un numero straordinariamente alto di crolli di rocce, a partire dai 2500 metri, avvenuti soprattutto nelle regioni interessate dal permafrost.

Red.MM/ATS/M.Ang.

Condividi