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Personale sanitario lasciato a casa

Alcuni dipendenti non vaccinati di strutture ticinesi hanno rifiutato i test salivari imposti da inizio mese

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Chi lavora nel settore sanitario e sociosanitario in Ticino e non è vaccinato contro il coronavirus, da inizio mese deve sottoporsi a test salivari ogni 4 giorni per dimostrare di non essere stato contagiato.

 

Le resistenze a questi test, sottolinea Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica, sono molto inferiori rispetto a quelle che riguardano il vaccino, ma ci sono stati alcuni dipendenti che hanno rifiutato di sottoporvisi e risultano quindi non idonei al lavoro.

 

Meno di una decina i casi problematici, ma per due persone impiegate alla Clinica luganese Moncucco si è arrivati all'interruzione del rapporto di lavoro.

Il direttore Christian Camponovo spiega che due collaboratrici non vaccinate non hanno voluto partecipare ai test salivari. Sono quindi venuti a mancare i presupposti per continuare a lavorare a stretto contatto con i pazienti.

Secondo Raoul Ghisletta, sindacalista del VPOD, presto potrebbero essere chiamati in causa i tribunali. Il rifiuto dei test sarebbe infatti determinato da una volontà di creare degli atti provocatori in modo da andare davanti alla giustizia e creare una giurisprudenza.

Personale sanitario, o il test o il vaccino

Personale sanitario, o il test o il vaccino

Il Quotidiano di mercoledì 08.09.2021

 
Quotidiano/CSI/sf
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