Quando si sciava fino a giugno

Il portale «lanostraStoria.ch» ha ritrovato filmati 16mm mai più visti dagli anni Sessanta dedicati agli sport invernali nella Svizzera italiana

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Cinquant’anni fa, il Giornale del Popolo uscì con questo titolo: «Christian Marazzi e Gisella Pedimina primi nella vorticosa discesa di Carì». La trasmissione televisiva «Obiettivo sport», il 19 e 20 gennaio 1969, mandò in onda estratti della discesa libera, il cui tracciato infilava gli atleti non solo tra gli alberi del pendio, ma anche tra le case – in vicinanza delle quali dovevano affrontare l’immancabile dosso acrobatico. Dimenticate per cinquant’anni, quelle storiche immagini conservate su film 16mm sono riapparse in questi giorni sul portale di storia partecipativa lanostraStoria.ch, assieme a numerosi altri filmati, che permettono di osservare come si praticava lo sport agonistico invernale nella Svizzera italiana cinquant’anni fa. Si tratta di una serie di immagini non più viste dagli anni Sessanta.

Il più vecchio filmato è del 1963, quando a Cardada si svolgeva la gara di sci Tre Funi organizzata dallo Sci Club Locarno. Uno slalom speciale che si affiancava agli slalom giganti che si praticavano a Bosco Gurin e al Sasso della Boggia. Ma ci sono pure le riprese della prima gara di motoslitte svoltasi a San Bernardino che in questi giorni è stata ripetuta proprio dopo cinquant'anni.

 

Sorprende apprendere che una delle più popolari gare sciistiche di allora, la «Pontiade», organizzata dallo Sci Club di Ponto Valentino, si svolgeva ai primi di maggio, mentre lo slalom speciale del San Gottardo, ancora nel 1969, si svolgeva ai primi di giugno — non solo a dimostrazione del fatto che, allora, la neve c’era davvero, ma anche che il cambiamento climatico non è stato meno vero.

Guarda tutti i filmati in «Sport invernali negli anni Sessanta» [lanostraStoria.ch]

dek

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