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Radiologa a processo, ecco gli errori medici in agguato

Problemi tecnici degli schermi, movimenti e obesità del paziente, stanchezza e valutazioni errate - L'esperto: "La soluzione? L'intelligenza artificiale"

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Mercoledì in Ticino, a Mendrisio, si è tenuto il processo contro una radiologa accusata di lesioni colpose gravi; secondo l'accusa non avrebbe diagnosticato un tumore al seno (tumore che sarebbe stato evidente dagli esami), ma l'avvocato difensore contesta la perizia. Al giudice Siro Quadri ora il compito di decidere. Lo farà fra una decina di giorni.

Ma di errori medici si riflette e si discute apertamente da tempo. La RSI ha intervistato sull'argomento il presidente della Società ticinese dei radiologi, Marc De Baets, che sottolinea come in Svizzera "abbiamo un servizio eccellente per una conciliazione giudiziaria in caso di frizioni tra le parti. E questo servizio funziona bene. È aperto a tutti i pazienti che credono di aver subito un danno (da una diagnosi mancata o sbagliata, oppure da interventi)".

Ma in radiologia quali sono gli errori o le situazioni che inducono più frequentemente all'errore?

"Ci sono diversi tipi di errori. Errori di tipo sistemico (ad esempio problemi tecnici degli schermi) oppure anche problemi legati a movimenti cinetici o all'obesità del paziente. Questi errori sono rari, anche dovuti a mancanza di comunicazione o stanchezza degli occhi del radiologo. Più importante, per 90%, sono gli errori di pertinenza cognitiva. E il terzo tipo di errori è quello di "soddisfazione". Ad esempio si nota un versamento pleurico come causa dei dolori, ma dall'altro lato vi è un tumore nascosto come causa della pleurite. Essendo soddisfatto di aver diagnosticato un rilievo significativo, si dimentica di guardare oltre. Infine vi sono errori dovuti ad una stanchezza mentale, come burn out o problemi familiari, che influiscono in un modo o nell'altro modo con le prestazioni intellettuali del radiologo".

Dottor De Baets, detto questo, ci sono rimedi all'errore radiologico?

"I rimedi sono pochi. Però nel futuro, diciamo fra trent'anni, la risposta definitiva verrà fornita dalle intelligenze artificiali. Gli algoritmi andranno a sostituire completamente il radiologo come esiste oggigiorno. Ora ci sono alcuni aiuti che danno una mano e indicano potenziali noduli polmonari o tumore del seno. Però i falsi positivi sono ancora troppi per essere affidabili. L'intelligenza artificiale è anche la risposta per risolvere l'aumento dei premi delle casse malati. Questa tecnica non permetterà più, nel futuro, delle fluttuazioni imprevedibili dei premi. Per il momento abbiamo soltanto due soluzioni o due mezzi a disposizione. La prima: la conoscenza della patologia. Quello che non si conosce, non si riconosce sulle lastre. E poi un approccio molto critico nel porre una diagnosi con auto-verifiche su basi di dati scientifici e non su basi di fantasia".

Radiologa a processo

Radiologa a processo

Il Quotidiano di mercoledì 09.11.2022

 
SEIDISERA
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