Per ricucire un territorio ferito, in questo momento gli strumenti sono le idee, la volontà e la capacità di progettare. Elementi alla base del processo partecipativo che si è svolto nel corso del 2025 e che ha coinvolto la popolazione locale, i patriziati, la Fondazione Bavona, il Comune di Cevio. Tutte quelle persone, enti e figure, insomma, che hanno a cuore la Valle Bavona, in particolare le località di Fontana, Bosco e Mondada: quelle più duramente colpite dall’alluvione e dalla frana del 2024.
Dopo tre incontri, la fase di raccolta di spunti è terminata e, nell’attesa delle prossime tappe, martedì sera a Cevio i risultati del processo partecipativo sono stati presentati alla popolazione.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Val-Bavona-un-paesaggio-da-ricucire--2955896.html
Un territorio sicuro, agricolo e accessibile
Le priorità individuate sono tre: mettere in sicurezza l’area; ripristinare superfici agricole sgombre e idonee a una gestione moderna; e, da ultimo, ristabilire gli accessi alle frazioni travolte dai detriti. Le regole pianificatorie esistenti frenano però da subito alcuni interventi, ha spiegato alla popolazione la sindaca di Cevio Wanda Dadò: “Un’eventuale modifica di questo piano regolatore non è così facile da ottenere proprio perché la Valle Bavona ha una protezione federale: è nell’inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere. Ed è molto difficile ottenere un secondo accesso alla Valle Bavona”.

Gli abitanti della Val Bavona pensano alla ricostruzione
SEIDISERA 11.02.2026, 18:00
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Delusione e preoccupazioni per i costi del progetto
Ai microfoni del Quotidiano, che ha seguito la serata pubblica, un partecipante condivide le sue prime impressioni: “A dire la verità sono un po’ deluso: l’unica cosa che Fontana vuole, non può averla”. Il rapporto conclusivo del processo partecipativo è già da tempo nelle mani di tre team di progettazione. Entro fine febbraio dovranno consegnare una prima visione del futuro paesaggio di Fontana, Bosco e Mondada. A tale proposito, in sala qualcuno chiede: “È assicurato il finanziamento di tutto quello che si intende fare? Chi pagherà?”. Risponde Lorenzo Dalessi, presidente Fondazione Valle Bavona: “Siamo ora in attesa delle offerte da parte dei progettisti, siamo fiduciosi che siamo veramente a buon punto grazie al contributo del Cantone e anche grazie al nostro lavoro a reperire capitali tramite fondazioni e donatori privati”.
La prima parte del cammino verso la ricucitura è conclusa
Per la direzione di progetto, il rispetto dei vincoli funge anche da garanzia contro ulteriori ritardi. “Abbiamo lavorato velocemente per individuare il team che progetterà”, spiega la sindaca di Cevio, “ma altrettanto, appena avremo il progetto, cercheremo di [agire] su interventi puntuali dove potrà essere fatto da subito”.
Per tutti i partecipanti, la speranza è ora di vedere i frutti di una procedura che ha messo tutti allo stesso tavolo. “Questa è la grande sfida, la trappola principale dei processi partecipativi: si comincia, si discute, si coinvolge, le persone si impegnano: è importante che chi lancia questi processi poi dia continuità”, spiega uno dei promotori, Marcello Martinoni, “quello che abbiamo visto qui per la Valle Bavona, per la direzione progetto, va in questa direzione. Io spero che si concretizzeranno molte di queste idee”.

Valle Bavona in attesa della ricucitura
Il Quotidiano 10.02.2026, 19:00









