Reparti pediatrici sempre sotto stress

Alta l'affluenza nei pronto soccorso per le malattie pediatriche. La raccomandazione: "Privilegiare il pediatra di riferimento"

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L'aumento del numero di richieste ai pronto soccorso pediatrici ticinesi non accenna a fermarsi, e con i numeri cresce anche la preoccupazione dei medici in vista dell'inverno. Un trend che si registra in tutta la Svizzera. A fine settembre, infatti, l'organizzazione professionale Pediatria Svizzera aveva lanciato l'allarme, parlando di carenza di personale, mancanza di posti letto con conseguenti trasferimenti da un ospedale all'altro.

"La situazione a livello svizzero non è migliorata", spiega Giacomo Simonetti, primario del servizio di pediatria dell'Ospedale regionale di Bellinzona. "C'è sempre un forte afflusso ai pronto soccorso e sui reparti pediatrici. Non penso tuttavia che sia massicciamente peggiorata in questi ultimi due mesi". La preoccupazione è però rivolta ai prossimi mesi, perché "se il carico già adesso è così alto - prosegue Simonetti - nei mesi di gennaio e febbraio, quando sappiamo che si ammalano molti bambini, il sovraccarico potrebbe essere ancora maggiore".

 

Il carico sui pronto soccorso

Confrontando i dati con quelli di un anno fa, al momento c'è un 25% di pazienti in più che si presenta ai pronto soccorso pediatrici. Febbre e problemi respiratori tra i sintomi più frequenti. Senza contare poi le telefonate, 30'000 all'anno, che giungono in pronto soccorso, sovraccaricando i medici. Ad essere aumentate, specifica Gianluca Gualco, caposervizio del pronto soccorso pediatrico, non sono le emergenze ma "quei casi che potrebbero essere gestiti anche in uno studio pediatrico e che non sono delle vere urgenze, ma bambini che potrebbero aspettare il giorno dopo. Alla base c'è una grande preoccupazione: probabilmente la pandemia ha lasciato più paura nella popolazione quindi si tende ad anticipare maggiormente il momento in cui ci si presenta in pronto soccorso".

In Ticino, nei reparti di pediatria, i posti letto sono 32. Un terzo a Bellinzona, il restante a Lugano, Mendrisio e Locarno. L'aumento di affluenza nei pronto soccorso ha un impatto anche sulla loro occupazione "perché non avendo dei posti dove ricoverare i bambini - aggiunge Gualco - tendono a stazionare li nell'attesa poi di trovare un posto letto. Questa è una problematica un po' a livello svizzero". Questo fa sì che potrebbe presto esserci la necessità di dover trasferire alcuni piccoli pazienti, anche se fino adesso in Ticino, "fortunatamente siamo riusciti a tenerli tutti qui", conclude il caposervizio del pronto soccorso pediatrico.

 

Pediatri sollecitati "fuori orario"

"Quello che si riscontra in questo periodo è un aumento delle malattie infettive nella popolazione pediatrica", spiega Giacomo Nobile, presidente dell'Associazione pediatri della Svizzera italiana. "Ciò è dovuto al fatto che durante il periodo Covid, con le mascherine, determinate malattie giravano meno e i bambini si ammalavano meno. Ora che non abbiamo più le misure di precauzione, le temperature diventano più fresche e i bambini tornano a scuola, ecco allora che queste malattie sono aumentate. Ci sono tante diverse piccole epidemie di gastroenterite piuttosto che di scarlattina o di altre malattie. In fondo malattie anche normali, però i numeri sono aumentati e i pediatri sono rimasti gli stessi".

"Quello che a livello culturale e sociale sta forse un po' cambiando - aggiunge il presidente dell'Associazione pediatri - è che entrambi i genitori sono attivi professionalmente, quindi cambia anche l'orario durante la giornata in cui portare il bambino dal pediatra: non più le 9 del mattino, per esempio, ma piuttosto le 16 o le 17, quando si torna dal lavoro. Ecco allora che il pediatra si trova confrontato con tante richieste, dopo la scuola o finito l'asilo, e non sempre è possibile accontentare tutti per un discorso prettamente pratico. I genitori allora spesso preferiscono portare il bambino dal pediatra la sera o nel weekend".

 

Picchetto pediatrico, "ma è per le emergenze"

"Su tutto il territorio cantonale c'è un picchetto pediatrico, per lo meno nel weekend - ricorda Nobile - ma in diverse regioni anche alla sera o addirittura di notte. Si può chiamare il numero della guardia medica che reindirizza poi le chiamate al pediatra. Anche i pronto soccorso sono informati di questa possibilità e spesso dicono ai pazienti di rivolgersi in prima istanza al picchetto pediatrico".

"Bisogna un po' valutare se la necessità di rivolgersi al picchetto pediatrico, per esempio, alle otto di sera è dovuta a una qualsivoglia comodità da parte della famiglia. Il picchetto pediatrico, così come il pronto soccorso, dovrebbero essere principalmente utilizzati per le urgenze vere e proprie".

Il picchetto pediatrico, ricorda infine, è regionalizzato. Non è un'organizzazione a livello cantonale, quindi possono esserci piccole differenze nella copertura sul territorio.  Ai genitori viene dunque consigliato di contattare il pediatra, che resta la prima figura di riferimento importante sul territorio. Anche perché in Ticino, a differenza di altri cantoni, i pediatri non mancano.

SEIDISERA/Quotidiano
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