Il direttore della SUPSI Franco Gervasoni e il presidente Alberto Petruzzella (SUPSI)

SUPSI in perdita, ma non troppo

La Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana chiude l’anno pandemico con 677'995 franchi di deficit – Petruzzella: “Pochi e sopportabili"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana chiude il 2020 con poco meno di 700’000 franchi di perdita (677'995).  

Il dato è stato presentato questa mattina (lunedì) nell'annuale conferenza stampa di bilancio. Con i suoi 1’140 collaboratori e quasi 14’000 studenti, la SUPSI è riuscita a contenere le perdite in un anno senza precedenti, caratterizzato dalla pandemia. Sentiamo come, da Alberto Petruzzella, Presidente del consiglio SUPSI.

“Ci siamo riusciti cercando di limare i costi e tenendoli sotto controllo – spiega ai microfoni della RSI il presidente del Consiglio SUPSI Alberto Petruzzella. Inoltre devo dire che le nostre prestazioni nella formazione di base sono rimaste invariate e il numero di studenti non è cambiato e anche nella ricerca si tratta piuttosto di uno spostamento dei pagamenti”.

I problemi sono invece emersi maggiormente nella formazione continua: “Ci sono dei settori, penso alla sanità ma non soltanto, dove giustamente le persone erano in prima linea e dovevano combattere il virus e hanno fatto un po’ meno formazione.”

Petruzzella sottolinea infine come comunque su una cifra d’affari di 125 milioni di franchi una perdita di circa 700'000 franchi è “assolutamente sopportabile. Abbiamo comunque 10 milioni di fondi propri lì apposta per fare da scudo in situazione eccezionali.”

Supsi in perdita nel 2020

Supsi in perdita nel 2020

Il Quotidiano di lunedì 14.06.2021

 
CSI/dielle
Condividi