La popolazione dei lupi nel territorio nazionale appare in sensibile crescita
La popolazione dei lupi nel territorio nazionale appare in sensibile crescita (archivio keystone)

Sempre di più e sempre meno protetti?

In Svizzera si intensifica il dibattito legato all'aumento della presenza dei lupi. E in Parlamento si fa strada l'ipotesi dell'abbattimento preventivo

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Fra danni alle greggi, misure risolute invocate dai contadini e prese di posizione degli animalisti, la cronaca degli ultimi mesi si è incaricata di rilanciare con forza il dibattito sulla presenza del lupo in Svizzera. Una presenza che induce ormai a più riflessioni. Attualmente sul territorio elvetico si contano infatti 15 branchi per un totale di 150 esemplari. "Stiamo però osservando 5 nuove coppie di lupi" segnala Ralph Manz di KORA, fondazione che si occupa del monitoraggio di questi e altri predatori. "Non mi stupirei quindi se arrivassimo alla fine del 2022 con 20 branchi" aggiunge, precisando che approssimativamente si potrebbe alla fine stimare un totale di 200-220 esemplari.

Ralph Manz è responsabile del monitoraggio dei lupi presso la fondazione KORA
Ralph Manz è responsabile del monitoraggio dei lupi presso la fondazione KORA (KORA)

Una popolazione in evidente crescita, insomma. Quali, potenzialmente, le prospettive? La fase in atto potrebbe "durare fino a che il lupo non avrà colonizzato tutto il territorio disponibile", risponde Mainz, rilevando che in Svizzera, se si considera il cibo che possono procurarsi "potrebbero vivere facilmente dai 50 ai 100 branchi di lupi". Ciò, beninteso, tenendo conto solo delle condizioni biologiche e ambientali. Visti però i danni arrecati all'agricoltura, precisa l'esperto, si tratta evidentemente di individuare un equilibrio: di "trovare un compromesso fra lo spazio che vogliamo dare al lupo e quello che può accettare la popolazione". Mainz non ritiene che in Svizzera si arriverà ad avere fra i 50 e i 100 branchi e non intende esprimersi su quella che potrebbe essere una soglia oltre la quale la presenza del lupo diverrebbe un problema. Intanto però, con questa tendenza alla crescita, ci si potrebbe chiedere se il lupo rappresenti ancora un animale a rischio di estinzione. La specie, per ora, è ancora inserita fra quelle assolutamente tutelate dalla Convenzione di Berna, che è un accordo concluso a livello europeo. "Ma è chiaro che, man mano che la popolazione dei lupi aumenterà nei vari Paesi, il livello di protezione verrà ridiscusso e, immagino, ridotto anche a livello europeo", conclude Mainz, pur precisando che le discussioni sono in corso e il processo sarà lungo.

Intanto però questa prospettiva sembra trovare un riscontro nei lavori delle Camere federali. Già a inizio anno, infatti, la commissione dell'ambiente del Nazionale ha approvato un'iniziativa parlamentare, espressa dall'omologa commissione degli Stati, per consentire la soppressione preventiva dei lupi che con celerità si stanno moltiplicando. In che direzione va questo documento? La maggioranza della commissione della Camera dei cantoni ha scelto la via "di regolamentare il lupo, un po' come già si fa con lo stambecco", focalizzandosi "proprio sugli abbattimenti preventivi piuttosto che sull'indennizzo, quando il danno è già presente", spiega la sua presidente Élisabeth Baume-Schneider (PS/JU).

Elisabeth Baume-Schneider è l'attuale presidente della commissione ambiente degli Stati
Elisabeth Baume-Schneider è l'attuale presidente della commissione ambiente degli Stati (keystone)

Il paragone fra lo stambecco e un grande predatore può suonare improprio, ma va inteso nei termini di un processo: nel senso "di dire che quando ce ne sono troppi, possiamo regolarne il numero con degli abbattimenti preventivi", afferma la consigliera agli Stati giurassiana. E ad ogni modo, precisa, il lupo rimane per la commissione una specie ancora da tutelare. "Dobbiamo fare attenzione a che il lupo non scompaia, anche perché è estremamente prezioso, soprattutto per la regolazione di altri animali e per le foreste. Ha un ruolo da svolgere nella catena naturale". Si tratta insomma di trovare un equilibrio.

Ma come si prospetta, ora, l'iter di questa revisione di legge? "Penso che se tutto andrà bene" essa potrebbe entrare in vigore nell'estate del prossimo anno, "ma solo nel caso in cui tutto andasse in maniera millimetrica". Baume-Schneider non sembra quindi confidare in un iter molto veloce. Tenendo inoltre conto, sottolinea, che "esiste un approccio molto politico alla questione del lupo". A settembre il testo sarà preso in esame dagli Stati, dopo passerà al Nazionale, ma "forse ci saranno nuove proposte di modifica", osserva, aggiungendo che c'è anche chi vorrebbe modificare la legge federale sulla caccia a livello complessivo "affrontando ad esempio questioni più ecologiche come i corridoi per la fauna selvatica".

Seidisera/ARi
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