Più test, meno rischi... (keystone)

Test rapido, alle aziende piace

Il presidente della Camera di commercio ticinese Andrea Gehri: "Localizzare gli asintomatici per noi sarebbe un vantaggio"

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La considerazione di partenza è che molto probabilmente in oltre la metà dei casi il coronavirus è trasmesso da persone senza sintomi che non sanno di essere contagiate. Ecco perché da oltre un mese è consentito lo svolgimento di test su persone asintomatiche ad esempio in case per anziani, negli alberghi o sul posto di lavoro.

Anche alla luce della diffusione di varianti particolarmente contagiose come quella inglese ora si è deciso di aumentare il numero questi test, e per farlo la Confederazione dal primo febbraio ne coprirà i costi. Un passo nella direzione di quanto richiesto dal mondo economico, anche se le aziende dovranno ancora farsi carico della parte logistica.

Il presidente della Camera di commercio ticinese Andrea Gehri nella sua società conta un'ottantina di collaboratori, per loro in cosa si traduce quanto comunicato oggi? "Direi che proporremo al nostro personale di poter eseguire i test rapidi, cosi da poter individuare gli asintomatici. Se si può localizzarli e porre in quarantena solo loro, per l'azienda è un vantaggio".

Questi test di norma sono facoltativi anche se a determinate condizioni le aziende potranno imporli. Ci sono poi novità sulla durata delle quarantene. Dopo 7 giorni con un tampone negativo si potrà uscire di casa, quindi anche tornare a lavorare.

"Tre giorni non sono tanti, ma sono importanti. Permettono per esempio di ridurre i costi. Ma sono utili anche per la collettività", conclude Gehri.

Covid e test a tappeto

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Il Quotidiano di mercoledì 27.01.2021

 
CSI/redMM
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