Il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani (Ti Press)

Tracciamento per la seconda ondata

Anche in Ticino la strategia del dopo lockdown prevede un ritorno alla raccolta di informazioni dettagliate sui nuovi contagiati

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Con la fine del lockdown e con le attività economiche che nei prossimi giorni riprenderenno gradualmente, Confederazione e cantoni si ripromettono di tornare a tracciare i contagiati della seconda ondata del Coronavirus. Solo così spiega il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani al microfono RSI di Amanda Pfaendler, sarà possibile individuare immediatamente sia i nuovi focolai del COVID-19, sia gli ambiti professionali e non il domicilio dei malati, verso i quali decretare nuove chiusure.

Da tenere in considerazione poi, c'è anche la questione dell'errore statistico. E i 3'000 casi di contagio noti oggi in Ticino, a fronte di una popolazione di 340'000 abitanti - spiega il Dr. Merlani - sono numeri decisamente troppo bassi. In queste condizioni basta un medico che esegua più tamponi di quanto prevedono le indicazioni federali per ottenere una serie di dati difficili da analizzare.

 

Per coordinare meglio le diverse riaperture in ambito economico, spiega il medico cantonale ticinese, bisognerà individuare anche la presenza di anticorpi nella popolazione che, in base alle nostre stime, è stata contagiata dal virus nella misura del 10%. Alcuni studi su questo aspetto sono già in corso, altri stanno per partire.

Covid 19: si torna a tracciare

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Il Quotidiano di sabato 18.04.2020

 
CSI/RG/mpe
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