Trapianti, e ora?

Nel 2021 587 organi trapiantati in Svizzera, ma ancora 1'400 persone in attesa – Paolo Merlani: “Primi effetti delle legge nel 2024” – La testimonianza

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“Il fatto di donare un organo, per come la vedo io, è proprio una cosa… è la cosa più bella che uno possa fare, nel senso che tu permetti a qualcun altro di continuare a vivere. Nel momento che perdi un tuo caro, riesci a pensare che se dai un organo del tuo caro che è deceduto continua a vivere, come io sto continuando a vivere grazie a un pezzo di qualcun altro che tengo nel cuore”.

Paul Nicol ha 70 anni, è un regista e un fotografo e in questi giorni al Canvetto Luganese sta esponendo le fotografie raccolte negli ultimi 5 anni di viaggi. Viaggi resi possibili grazie a quel trapianto, che 10 anni fa gli ha dato una nuova prospettiva di vita: “Abbiamo qualcuno che ci aiuta a vivere e capisci che la vita poi devi usarla nel modo più prezioso possibile”.

In Svizzera lo scorso anno sono stati trapiantati 587 organi, ma ci sono ancora oltre 1’400 persone in lista di attesa.

Come Paul, chi ha beneficiato di un trapianto d'organo sa che il grande dono va onorato. Un dono atteso, sospesi ad un filo, per 2, 3, 5 o anche 7 anni, come nel caso dei reni. Le oltre 1’400 persone che oggi attendono, vedranno gli effetti della nuova legge?

“Purtroppo coloro che sono in lista d’attesa – spiega ai microfoni della RSI Paolo Merlani, membro del Consiglio di fondazione di Swisstransplant – dovranno ancora aspettare penso almeno fino al 2024 affinché questa legge possa entrare veramente in attività e fare sentire i propri effetti”.

Due anni necessari all'elaborazione delle leggi di applicazione e alla creazione di un registro dei trapianti, che Swisstransplant dovrà elaborare con attenzione, informando la popolazione, che ieri al voto ha avuto pochi dubbi: “Nella Svizzera francese i risultati sono stati straordinari, in alcuni comuni si è arrivati oltre l’80%, ma sono orgoglioso anche del Ticino che con più del 65% ha detto sì a questa legge, legittimandola ancora di più” afferma ancora Merlani.

 

L'anno scorso 72 vite si sarebbero potute salvare se ci fossero stati organi a disposizione in tempo. Con la nuova legge, per l'espianto di un organo dopo morte cerebrale, varrà la regola del "consenso presunto", comunque sempre coinvolgendo i famigliari: “Cambia tutto, ma non cambia niente. L’unica differenza sarà la domanda:  non sarà più ‘Lei cosa pensa, il suo caro avrebbe voluto donare gli organi?’, ma la domanda sarà: ‘Lei cosa pensa, il suo caro si sarebbe opposto alla donazione di organi?’”.

Sempre lo scorso anno la donatrice più anziana aveva 87 anni: cornee, fegato e reni possono essere donati fino all'età di 90 anni.

Quot/dielle
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