Immagine d'archivio (©Tipress)

Un anno in presenza, nonostante il virus

Il bilancio del DECS: "Scongiurata la didattica a distanza, ma con carichi di lavoro eccezionali" - Docenti e allievi: "Servono corsi di recupero gratuiti"

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La scuola, malgrado la pandemia e le restrizioni sanitarie, durante l'anno scolastico 2020/2021 è rimasta aperta e non si è stati costretti a ricorrere alla didattica a distanza (come invece era accaduto nella primavera 2020). È questo il dato più significativo messo in luce oggi (martedì) dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport, in occasione della conferenza stampa tenuta a Lugano.

 

Se da un lato, dunque, scuole comunali, scuole medie, scuole speciali, scuole medie superiori, formazione professionale e servizi di orientamento hanno potuto portare a termine i rispettivi mandati educativi, questo risultato "ha indubbiamente generato oneri, responsabilità e carichi di lavoro eccezionali e straordinari, giustificabili unicamente dall’emergenza sanitaria", spiega il DECS, sottolineando come l’anno che si sta per chiudere sia stato caratterizzato "dalla costante e faticosa ricerca di un equilibrio tra le esigenze pedagogico-didattiche e le restrizioni imposte dalle misure di  protezione sanitaria".

CSI 18.00 del 15.06.2021 Un servizio per dare sostegno psicologico ai docenti: il servizio di Camilla Luzzani
CSI 18.00 del 15.06.2021 Un servizio per dare sostegno psicologico ai docenti: il servizio di Camilla Luzzani
 

Il rispetto dei piani di protezione e le misure aggiuntive - sottolinea il DECS - hanno permesso di contenere la diffusione del coronavirus negli istituti scolastici ticinesi: nella fascia 0-19 anni, da inizio pandemia, nessuno è stato ricovero in cure intense, non vi sono stati decessi e complessivamente, il tasso di assenze è stato nella norma, malgrado le assenze causate da isolamenti e quarantene.

 

Le richieste dei docenti e i punti critici

Intanto le associazioni dei docenti e degli allievi chiedono a insegnanti e studenti delle scuole ticinesi di fermarsi per due minuti e di riflettere sull'anno appena trascorso. Lo si farà giovedì prossimo, 17 giugno, penultimo giorno di scuola. Due minuti per festeggiare l'obiettivo di essere riusciti a gestire la scuola in presenza durante l'anno pandemico, ma anche per sottolineare i punti critici. Si chiede in particolare una riflessione profonda su come sostenere scuola e allievi più deboli, diventati ancora più fragili durante la pandemia, prevedendo anche corsi di recupero e di sostegno gratuiti. La digitalizzazione, spinta dalla pandemia, non dovrà poi essere fine a sé stessa e l'autonomia didattica dei docenti dovrà di nuovo tornare al centro. Perché, si è detto oggi, "durante la pandemia, troppe decisioni sono state prese senza consultare i docenti".

Scuola più forte del covid

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Un anno in presenza anomalo

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Emanuele Berger ospite in studio

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Liceali stressati

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Le considerazioni di Emanuele Berger

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M. Ang/L. Berti
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