Uno scritto basato su fatti reali (Pixabay)

Un libro che ti prende a pugni

Un nuovo contributo di Manuela Mazzi sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta uscirà nelle prossime settimane

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Uscirà nelle prossime settimane nelle librerie e nei cataloghi editoriali un nuovo contributo della giornalista e scrittrice Manuela Mazzi, dedicato agli anni Ottanta in Ticino. Un periodo caratterizzato anche dal fenomeno delle cosiddette bande di picchiatori. Il titolo infatti è esplicito e recita: "Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni ottanta". Una narrazione letteraria basata su fatti reali, cronache e atti giudiziari che catturarono l'attenzione non solo delle autorità di polizia, ma anche di giornalisti, politici e sociologi.

"Era un fenomeno che negli anni Ottanta spopolava in Ticino. Ci furono pestaggi che coinvolsero centinaia di picchiatori per volta. Erano ragazzate, sì, ma che facevano finire in ospedale della gente", spiega la stessa Mazzi, che per la sua opera ha raccolto anche delle testimonianze dei protagonisti dell'epoca.

Chi faceva parte di questi gruppi proveniva dalle più svariate estrazioni sociali, quasi mai però erano degli emarginati. Benché la violenza sia sempre violenza, non si può comparare con gli episodi che spesso finiscono sulle prime pagine di oggi: "Era un mettersi alla prova, ci si picchiava contro due persone per dimostrare la propria forza nel passaggio dall'adolescenza al mondo degli adulti. Il bullismo attuale invece è diverso: dieci persone che se la prendono con il più debole. Questo è da vigliacchi, secondo i picchiatori dell'epoca".

FD/CSI
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