Un'immagine scattata sabato sera sul luogo dell'incidente (Rescue Media)

"Una dinamica estremamente rapida"

Gli inquirenti indagano sull'incidente di sabato a Rancate, che riporta alla ribalta la questione degli anziani al volante

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“Le registrazioni della video sorveglianza permettono di vedere un veicolo che dalla corsia di emergenza a Capolago inverte il senso di marcia e si dirige in direzione di Mendrisio contromano”. Lo ha dichiarato il portavoce della polizia cantonale ticinese Renato Pizolli interpellato dalla RSI sul gravissimo incidente di sabato sull'A2 in territorio di Rancate. Il sinistro, ricordiamo, è costato la vita a un 92enne e ha causato sei feriti leggeri.

“In questo lasso di tempo sono giunte segnalazioni alla nostra centrale ed è partito l’allarme per un veicolo in contromano. Si tratta di una dinamica estremamente rapida con un grado di rischio altissimo anche nell’intervento. Nello spazio di alcune centinaia di metri si sono susseguiti alcuni scontri e ci sono stati anche sei feriti per fortuna leggeri”.

 

Sulle cause dell'incidente di starà agli inquirenti fare chiarezza. I fatti riportano inevitabilmente alla questione degli anziani alla guida. La RSI ne ha parlato con Antonietta Colubriale dell'Unità di psicologia applicata della SUPSI e responsabile della ricerca anziani e guida.

Per l'esperta non è possibile generalizzare in genere tra le cause di incidenti con conducenti anziani non prevale per esempio la velocità, quanto piuttosto la difficoltà a gestire eventi non prevedibili, come un motociclista che s'immette sulla strada, o a comprendere - ad esempio a uno svincolo - dove andare.

Ma le varie campagne di sensibilizzazione destinate proprio ai conducenti over 70 - per esempio gli abbonamenti ai mezzi pubblici scontati - possono aiutare? “Le politiche attuali non vengono percepite dalla popolazione anziana come delle politiche realmente attive nei loro confronti. Il fatto stesso di poter beneficiare da parte delle FFS di un abbonamento iniziale ad un costo ridotto per coloro che spontaneamente lasciano la patente è veramente poco utilizzato”.

I risultati della ricerca della SUPSI - sostenuta anche dalla Sezione della circolazione - dovrebbero permettere di sviluppare delle strategie per - ad esempio - "socializzare" l'anziano all'utilizzo di una mobilità alternativa a quella privata. Detto in parole povere: non è evidente per un 75enne prendere un bus o un treno, quando non lo ha mai fatto prima.

Anziani al volante

Anziani al volante

Il Quotidiano di domenica 09.02.2020

 
CSI/SP
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